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Laufabrauð, tradizione natalizia islandese

L’Istituto Árni Magnússon per gli studi islandesi, istituto autocefalo all’interno dell’università d’Islanda dedicato allo studio e alla promozione della cultura islandese in tutti i suoi aspetti, ha preparato la candidatura per la tradizione del laufabrauð alla lista del patrimonio culturale immateriale mondiale dell’UNESCO. Si tratta di una sorta di pane fritto, la cui preparazione e decorazione diventa un momento di socializzazione e gioia. La sua importanza è stata riconosciuto nel 2007, quando gli è stato dedicato un francobollo.

Jólafrímerki 2007 (Frsncobolli di Natale 2007).

Non sappiamo quando sia stato inventato, ma compare per la prima nelle fonti all’inizio del 1700, menzionato da uno studioso, Jón di Grunnavík, che era originario dei fiordi occidentali, il quale lo descrive come uno dei dolci islandesi. È uno degli alimenti nazionali più tipici e diffusi. La pronuncia è qualcosa come “löivabröith” (con th inglese). La tradizione vuole che la famiglia o gli amici si riuniscano nel periodo dell’avvento per decorare e friggere questo pane natalizio. Ci si siede al tavolo e ci si cimenta in questo lavoro creativo tutto insieme, mentre qualcuno si occupa della parte logistica per la frittura!

Alcuni esempi di decorazione: stella, rosa, quercia, sole di mezzo inverno, fosso del contadino…

Una ricetta comune è la seguente, nonostante ne esistano numerose variazioni a seconda delle famiglie:

  • 400 gr. di farina
  • 100 gr. di farina integrale
  • 1 cucchiaino di sale
  • 3/4 dl di latte
  • 1 cucchiaio di cumino opzionale
  • 4 cucchiaio di burro
  • Un cucchiaino di lievito in polvere
  • Grasso per la frittura

Scaldate latte e burro assieme al cumino fino a fonderli, e aggiungete la farina, assieme a sale, zucchero e lievito. preparate una massa uniforme e impastate per bene. Lasciate riposare un quarto d’ora, poi dividetela in almeno 20 palline uguali. Spalmatele con il matterello fino a quando sono abbastanza sottili da potervi leggere i titoli di un giornale stampato attraverso. Se siete pigri e vivete in Islanda, nei supermercati vendono la pasta già pronta da intagliare da conservare in frigo.

Ritagliate forme rotonde regolari e i tagliatele con motivi geometrici.

Potete usare coltelli, o il rullo per intagliare la pasta, o altri utensili. Una volta si friggeva nel grasso di pecora, ovvero lo strutto ottenuto da questo animale. Potete usare margarina, o altri grassi vegetali, come olio di arachidi; nei supermercati islandesi vendono secchielli di grasso vegetale adatto alla frittura di questo pane o delle famose kleinur, morbide frittelle islandesi acquistabili e consumate in ogni periodo dell’anno. Di grasso deve essercene abbastanza perché il pane possa galleggiarci sopra. Servono pochi secondi per lato, poi fate una pila su un piatto con carta assorbente. Potete conservarlo in scatole metalliche o di plastica per i biscotti, oppure mangiarlo subito.

Dalla rete: esempi di intagli decorativi.

La frittura richiede una decina di secondi per lato, quindi se ne possono produrre in quantità importanti in breve tempo.

Proprio come per certe ricette italiane con varianti regionali, per le quali la gente si scanna su quale variante sia quella “giusta”, anche per il consumo del laufabrauð esistono differenze tra una famiglia e l’altra, differenze che risultano in commenti sprezzanti su come chiunque non faccia nel modo in cui si è abituati starebbe “rovinando” l’alimento. Ci sono quelli che sostengono vada mangiato esclusivamente da solo, ma la maggioranza pare che lo mangi imburrato, mentre altri lo consumano assieme alla carne di pecora affumicata islandese, altri ancora lo accompagnano con sciroppo dolce.

Se vi trovate in Islanda nel periodo di avvento, e non avete troppa voglia di cimentarvi in questa attività, o se ve ne manca il tempo: i supermercati ne sono pieni!

Sono laureato in lingue scandinave e ho una laurea magistrale in studi medievali islandesi ottenuta all’Università d’Islanda. Ora sto facendo un dottorato alla stessa università (con una ricerca sui manoscritti del tardo medioevo islandese) dove insegno o ho insegnato varie cose, come antico islandese, manoscritti islandesi o lingua e letteratura italiana. Ho lavorato anche come traduttore e ogni tanto faccio la guida per Italiani qui in Islanda. In Diana trovate una mia traduzione dei testi medievali sulla scoperta dell’America da parte dei popoli nordici dal titolo “Saghe della Vinlandia”, mentre in Iperborea ho pubblicato una traduzione di un racconto medievale islandese dal titolo “Saga di Gunnar”.

2 commenti su “Laufabrauð, tradizione natalizia islandese

  1. Buongiorno,

    Sto cercando notizie sull’Islanda perché vorrei trasferirmi per un po’ di tempo sull’isola, anche se non sembra essere il periodo migliore.

    Ho trovato questo blog molto interessante e mi permetto di disturbarla sperando di ottenere alcune info in più.

    La mia intenzione è quella di trovare un lavoro e frequentare (contemporaneamente o a fasi alterne a seconda della parte dell’isola in cui lavorerò) una scuola di inglese.

    Ha dei suggerimenti per chi intendesse intraprendere questo percorso?

    Grazie in anticipo per la risposta!

  2. Pingback: Il Natale islandese nella storia – Un italiano in Islanda

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