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Sprengidagur: il menù del martedì grasso islandese

Il nome di questa giornata, lo Sprengidagur, o Martedì Grasso islandese, viene comunemente inteso come “Giornata dell’esplosione”, dal fatto che è costume gozzovigliare, ingozzandosi di carne fino a scoppiare in vista del digiuno quaresimale. Esiste una teoria per cui il nome significasse originariamente “Giorno dello spruzzo”, in riferimento allo spargimento di acqua santa, ma non è confermata. La festività è comunque un elemento del retaggio cattolico, sopravvissuto alla Riforma Luterana completata nel 1550.

Il menù per questa giornata è particolare: saltkjöt, ovvero “carne salata” con contorno di patate, rape e carote, e zuppa di lenticchie gialle. La carne e il suo contorno possono essere mangiate sia a parte, sia nella zuppa.

Qui sotto la ricetta per 4-6 persone:

  • Carne di agnello salata (1-2kg)
  • Una o due rape belle grandi
  • Patate piccole a volontà
  • Carote a volontà
  • Latte qb
  • Panna fresca qb
  • Burro qb
  • Due cucchiai di farina
  • Sale e pepe

Mettete la carne di pecora salata in un grande tegame e portate quasi a ebollizione senza far mai bollire del tutto. Lasciate cuocere per due ore, dopodiché spegnete il fuoco e lasciate a bagna con il coperchio per un’ora. Tutto il grasso verrà sciolto e la carne sarà bella magra e tenera, oltre a staccarsi dalle ossa facilmente.

Nel mentre pelate le rape con un pelapatate e tagliatele a pezzi grossi assieme alle carote lavate ma non sbucciate (le fibre della buccia fanno bene alla digestione!). Mettetele in una pentola e fate bollire. Mettete le patate NON sbucciate in un altro tegame e fate bollire.

Preparate la salsa bianca sciogliendo il burro e aggiungendo latte e panna. Mescolate e aggiungete farina, sale e pepe. Continuate fino a quando non diventa della consistenza della besciamella.

A fine cottura togliete il grasso dall’acqua di cottura con un mestolo e conservate o in una ciotola. Potete cospargerlo sul cibo per insaporirlo.

Scolate tutto e servite nei piatti. Cospargete poi di salsa bianca e/o grasso.

È anche costume consumare una zuppa di legumi particolari, una sorta di lenticchie gialle. Noi non siamo amanti, ma per prepararla bisogna lasciare i legumi a bagno per una notte, friggere una cipolla e della pancetta bollire i legumi e unire cipolla e pancetta.

Alcuni aggiungono pezzi della carne salata e mangiano tutto insieme in una zuppa unica, ma questa carne di pecora è talmente buona che a mio avviso merita di essere gustata da sola!

L’osservanza di queste tradizioni è una delle cose che più mi fanno sentire vicino all’anima di questo Paese, quasi che partecipassi attivamente all’impresa collettiva per preservarne la storia e consegnarla alle future generazioni. Una sensazione davvero bella, condividere questi momenti con i familiari islandesi e cementare i rapporti attraverso la condivisione di questi momenti.

Per la zuppa di lenticchie gialle, dovete mettere i legumi a bagno per 12 ore, e poi bollirli mezz’ora prima di aggiungere metà della carne, bollire un’altra mezz’ora, aggiungere il resto della carne, bollire ancora una mezz’ora e poi aggiungere due grosse carote, una grossa rapa e una grossa patata tagliate a pezzi, e bollire fino a cottura ultimata (20 minuti).

Oppure potete andare in qualsiasi supermercato islandese e trovarla già pronta, visto come è lungo il procedimento!

Sono laureato in lingue scandinave e ho una laurea magistrale in studi medievali islandesi ottenuta all’Università d’Islanda. Ora sto facendo un dottorato alla stessa università (con una ricerca sui manoscritti del tardo medioevo islandese) dove insegno o ho insegnato varie cose, come antico islandese, manoscritti islandesi o lingua e letteratura italiana. Ho lavorato anche come traduttore e ogni tanto faccio la guida per Italiani qui in Islanda. In Diana trovate una mia traduzione dei testi medievali sulla scoperta dell’America da parte dei popoli nordici dal titolo “Saghe della Vinlandia”, mentre in Iperborea ho pubblicato una traduzione di un racconto medievale islandese dal titolo “Saga di Gunnar”.

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