Reykjanes: l’Islanda più bella a due passi dalla capitale

Una delle zone più belle ma anche misconosciute d’Islanda si trova a circa mezz’ora di macchina a sud di Reykjavík: parlo della sottovalutata penisola di Reykjanes. Che molti liquidano come una specie di colata lavica gigante senza piante, apparentemente triste e grigia, perché questa è la prima impressione che offre ai visitatori che atterrano per la prima volta all’aeroporto internazionale di Keflavík e devono attraversarla tutta per raggiungere la capitale. Essendo geologicamente recente, Reykjanes è ancora coperta per larghi tratti da aridi campi di lava scura, talvolta punteggiati da macchie di muschio. La roccia non ha ancora avuto tempo di coprirsi di materia organica sufficiente per ospitare vegetazione, e la conformazione fa sì che l’acqua percoli nel sottosuolo, dove non serve a molto. La carenza di acqua dà appunto il nome alla costa tra l’aeroporto e la capitale, Vatnsleysuströnd (Vass – léisü – strönt), letteralmente “Costa senza acqua”. Questa è una zona che va spesso ignorata dai turisti ansiosi di raggiungere le cascate a Sud, i fiordi a Nord, Kirkjufell a Snæfellsnes e via dicendo. È anche una zona di rara bellezza, che ospita perle nascoste ben più meritevoli di attenzione della tanto decantata Laguna Blu. Qui si può osservare un paesaggio primordiale tipico di zone dell’Islanda assai più remote.

Questo territorio tagliato nel cuore dalla dorsale medio-atlantica non è soltanto una Mecca per i geologi, ma una destinazione eccellente per i turisti, che spesso lo snobbano ansiosi di vedere altre cose che per un motivo o per l’altro hanno ricevuto più pubblicità. Ho girato l’Islanda in lungo e in largo, e posso davvero dire onestamente che la bellezza di questa penisola toglie il fiato e non teme confronti con altre mete più popolari. Altra cosa che consiglio caldamente: non seguite le instagrammate, non abbiate la smania di vedere “tutto” perché quel “tutto” è soltanto ciò che è diventato trendy sui social media, ma accanto ad esso ci sono milioni di altre meraviglie ignorare, che con un po’ di accortezza potrete scoprire e ritagliarvi un viaggio unico. Sulla penisola di Reykjanes, tra le tante altre cose, potete trovare:

Il ponte tra continenti: un ponte costruito su una delle faglie visibili in superficie che compongono il sistema del genere rift, ovvero il punto di separazione delle placche continentali Nordamericana ed Eurasiatica.

Le solfatare e fumarole di Gunnuhver: prendono il loro nome dal fantasma di una donna, la cui storia è narrata in un racconto popolare locale, e sono fenomeni naturali che tolgono il fiato: acqua ribollente, vapori e gas naturali che sgorgano dalle viscere della terra. Tappatevi il naso…c’è puzza di uova!

Scogliera di Valahnúkar: La bellezza di questa scogliera non è riproducibile con le parole. I faraglioni, grandi e piccoli, spuntano dai flutti che cambiano colore con le stagioni. Sul faraglione al largo della costa, l’isola di Eldey, nata da in eruzione sottomarina, sono stati uccidi gli ultimi due esemplari noti di alca impenne, l’ultima specie del genere Pinguinus sopravvissuta fino all’età moderna. Si trattava di una sorta di pinguino che viveva nell’Atlantico settentrionale e misurava fino ad 85cm di altezza. Era una fonte di cibo e piume ed è stata cacciata fino all’estinzione.

Reykjanes viti: un faro davvero pittoresco, su una collina posizionata a una certa distanza dal mare, presso le solfatare di Gunnuhver. È alto 31 metri, ed è stato costruito nel 1929, sulle ceneri di un edificio precedente, distrutto da un incendio.

Gríndavík: un paesino tipico di pescatori con una storia millenaria, fondato nel 934 secondo le cronache medievali, sta recentemente diventando un centro fiorente, e si trova a pochi minuti di macchina dalla famosa Laguna Blu. È un ottima metà per mangiare il pesce.

Vulcano Þorbjörn: questo è il monte dove nel gennaio 2020 si sono registrati significativi innalzamenti del terreno. Il monte si trova su una delle numerose faglie del sistema vulcanico che attraversa la penisola. Può essere visto sullo sfondo dalla Laguna Blu.

Kleifarvatn: formatosi dal riempimento di una faglia geologica, è tra i più profondi laghi in Islanda, a mio avviso è uno degli scorsi più belli del Paese. Costeggiato da monti, drappeggiato da lunghi tratti di spiagge nere, è una meta apprezzata per le gite domenicali dagli abitanti della capitale. La leggenda vuole che nelle profondità si annidi un mostro…

Seltún: la gente chiama questo punto, erroneamente, Krýsuvík, che è invece il nome di un’antica fattoria del luogo che dà il nome alla zona, fattoria che ha preso il nome da un’altra che era stata inghiottita da una colata lavica, la quale si trovava più a sud, sulla costa. Il nome di questo punto di interesse è Seltún. Anche qui si possono ammirare soffioni e solfatare, compreso il bellissimo fango blu ribollente.

Grænavatn: si chiama “Lago verde”, per via del colore delle sue acque, dovuto a un’elevata quantità di zolfo. Il lago è di una larghezza di poche centinaia di metri, ma è profondo ben 42! Si tratta di un cratere di origine vulcanica. Una leggenda vuole che una creatura sia stata avvistata nelle sue acque nel 1500.L’orrenda stalla con i silosfu costruita negli anni ’50 con la convinzione che si sarebbe rivelato un investimento buono per l’allevamento bovino nella zona.L’idea si è rivelata un disastro e lastalla resta come monumento all’ignoranza del tempo. Krýsuvíkurkirkja: una chiesa con una storia travagliata: costruita inizialmente nell’Ottocento, secondo lo stile più semplice e antico, fu rimaneggiata in continuazione, fino al 2010, quando un ragazzo in compagnia di due pulzelle, forse per fare lo spaccone, le ha dato fuoco con una tanica di benzina. La chiesa è stata ricostruita dagli studenti dell’istituto tecnico di Hafnarfjörður secondo la sua foggia più antica, in legno coperto di pece per la protezione.

Garður Sulla punta Nord di Reykjanes, fuori dal villaggio di Garður, si trova un faro accanto al quale potete trovare un ristorante molto accogliente, con una vista incredibile sulla baia, oltre la quale si scorge la capitale sullo sfondo dei monti dell’Islanda sud-occidentale. Questo è uno dei punti migliori per l’osservazione dele balene e delle aurore boreali.

Brimketill Una pozza scavata naturalmente dal mare negli scogli. Anche qui una leggenda locale associa il luogo a una leggenda, bella quale troviamo una trollessa.

Il faro di Stafnes: sulla strada tra Hafnir e Sandgerði, si trova questo piccolo e grazioso faro, affacciato sull’oceano, presso una spiaggia rocciosa.

Hvalsneskirkja: consacrata nel 1887, è una delle chiese più belle del Paese. Una sua particolarità è che custodisce la pietra tombale della sorellina de più grande poeta islandese dell’età moderna: Hallgrímur Pétursson, la quale era andata persa da secoli, ma è stata ritrovata nel 1964, quando si è scoperto che era stata usata come parte di un sentiero che conduceva alla chiesa.

Arnarvatn: si può raggiungere in 4×4 su una strada montana la quale corre parallela a quella asfaltata che costeggia il lago Kleifarvatn, ma più in alto nelle montagne. In alternativa, ci si può arrampicare lungo un sentiero partendo da Seltún. La salita non è delle più facile, ma la vista non è delle più comuni!

Un commento Aggiungi il tuo

  1. inerro.land ha detto:

    Che Paese stupendo che deve essere l’Islanda!
    è sulla lista dei posti da vedere, chissà…

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