Reykjadalur è una destinazione famosissima. Si tratta di una valle stretta e brilla, attraversata da un fiume di acqua termale. Essendo molto popolare, e offrendo abbastanza spazio per un cospicuo numero di persone, il bagno in questo fiume non è da considerare se cercate la classica esperienza islandese della pozza termale in completa solitudine nella natura. Questo fiume è un pochino come la riviera romagnola d’Islanda, ma è comunque un’esperienza da fare, se si presente l’occasione, perché è a tutti gli effetti parte del mondo islandese.

Si raggiunge seguendo la strada 1 a sud della capitale, oltre la brughiera di Ellisheiði, e scendendo a Hveragerði. Qui, alla rotonda, basta entrare in paese, e continuare dritto fino al parcheggio, nel cuore della vallata. Il percorso fino alla valle di Reykjadalur, che si trova molto più in alto della pianura sottostante, è lungo 3km, e molto tratti sono in salita. Non è una camminata sfiancante, ma nemmeno una passeggiatina nel parco.

Si sale costeggiando una profonda e stretta gola detta Djúpagil (Gola profonda). Qui si trova anche una bella cascata: Djúpagilsfoss.

Man mano che si sale sulla brughiera, si possono incontrare pecore, macchie di cespugli di mirtillo o empetro nero, e i famosi soffioni di valore che sfiata dai fianchi dei Monti.

Lungo il fiume, nel punto dove la temperatura dell’acqua è migliore, si trovano comode passerelle in legno e paraventi per cambiarsi.

Lungo il corso del fiume, diversi muretti di pietra delimitano zone dove l’acqua è profonda e ideale per immergersi.

Sono laureato in lingue scandinave e ho una laurea magistrale in studi medievali islandesi ottenuta all’Università d’Islanda. Ora sto facendo un dottorato alla stessa università (con una ricerca sui manoscritti del tardo medioevo islandese) dove insegno o ho insegnato varie cose, come antico islandese, manoscritti islandesi o lingua e letteratura italiana. Ho lavorato anche come traduttore e ogni tanto faccio la guida per Italiani qui in Islanda. In Diana trovate una mia traduzione dei testi medievali sulla scoperta dell’America da parte dei popoli nordici dal titolo “Saghe della Vinlandia”, mentre in Iperborea ho pubblicato una traduzione di un racconto medievale islandese dal titolo “Saga di Gunnar”.

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