Le saghe del tempo antico

L’Islanda è una terra che ha prodotto una quantità strabiliante di racconti epici, e tra le sue numerose saghe si annoverano le fornaldarsögur, le “saghe del tempo antico”. Queste narrazioni, composte principalmente tra il XIII e il XV secolo, raccontano storie ambientate in un passato mitico, spesso collocato prima della colonizzazione dell’Islanda (874 d.C.).

Pur potendo inquadrare le vicende, almeno in alcuni casi, nella cosiddetta “età delle migrazioni, ovvero il periodo intorno alla dissoluzione dell’impero romano in Occidente e alla formazione dei regni romano-barbarici, solitamente l’ambientazione temporale e vaga e mitica. In effetti, a differenza delle più celebri saghe degli Islandesi (Íslendingasögur), che narrano le vicende di personaggi storici e delle loro faide, le fornaldarsögur si muovono in un universo leggendario, popolato da eroi sovrumani, mostri, magia e viaggi straordinari.

I nazionalisti scandinavi e tedeschi, soprattutto nell’Ottocento, sono andati a scavare in questo patrimonio islandese per andare a recuperare qualche epica antica ambientata dalle loro parti e farne un fondamento mitico per le mire nazionaliste tipiche del romanticismo. La tetralogia di Wagner sui Nibelunghi attinge molto di più dalla versione islandese (Völsunga saga e i poemi eroici dell’Edda poetica, del XIII secolo) rispetto al poema tedesco Nibelungenlied (anch’essa del XIII secolo).

Le fornaldarsögur presentano diversi elementi distintivi:

  1. Ambientazione pre-islandese – Le vicende si svolgono principalmente in Scandinavia, ma anche in terre lontane come la Russia, il Medio Oriente e persino l’Asia centrale.
  2. Eroismo e sovrannaturale – I protagonisti sono spesso guerrieri eccezionali, dotati di forza sovrumana, capaci di affrontare giganti, draghi e stregoni.
  3. Influenze mitologiche – Le saghe attingono a piene mani dalla mitologia norrena, incorporando elementi legati agli dèi, al destino e a creature fantastiche.
  4. Struttura narrativa episodica – Le storie si sviluppano attraverso una serie di avventure che mettono alla prova il protagonista, spesso con un crescendo di difficoltà e sfide.
  5. Origini e legittimazione del potere – Alcune saghe cercano di collegare dinastie reali scandinave a eroi mitici, fornendo una giustificazione epica al loro potere.

Esempi celebri di fornaldarsögur

Völsunga saga

Forse la più celebre delle fornaldarsögur, la Völsunga saga racconta la storia della stirpe dei Völsungar, tra cui spiccano figure come Sigurd (il Sigfrido del già citato Nibelungenlied tedesco), il drago Fáfnir (che in Islandese si pronuncia più come “Fàupner” che come “Faffnir”!) e la valchiria Brynhildr. La saga mescola elementi eroici e mitologici, ponendo le basi per molte narrazioni epiche europee successive.

La saga narra le vicende della famiglia dei Völsungar, iniziando con Sigi, un figlio del dio Odino. La storia prosegue con il figlio di questi, Reri, Völsungur, suo figlio, Sigmundur, il nipote e infine il pronipote Sigurður, l’eroe principale..

Sigurður, il protagonista, uccide il drago Fáfnir con l’aiuto del nano Reginn, e bevendo il sangue della creatura acquisisce la capacità di comprendere il linguaggio degli uccelli. Scopre da essi il tradimento di Reginn, che cospirava ai suoi danni, e lo uccide. In seguito, libera la valchiria Brynhildur (ispirata alla regina Brunilde di Austrasia, moglie del re Franco Sigisberto I) dal sonno magico in cui Odino l’aveva sprofondata e si innamora di lei, ma viene coinvolto in intrighi di corte orchestrati dalla regina Grímhildur. Sotto l’effetto di un incantesimo, sposa Guðrún e aiuta il fratello di lei, Gunnar (ispirato al re burgundo Gunther), a conquistare Brynhildr. Quando Brynhildur scopre l’inganno, si vendica, causando la morte di Sigurður. La saga si conclude con Guðrún che sposa Atli (Attila l’unno), il quale massacra i suoi fratelli per ottenere il tesoro di Sigurður. Guðrún si vendica uccidendo Atli e infine scompare nel mare.

Hrólfs saga kraka

Questa saga segue le vicende del leggendario re Hrólfr Kraki e dei suoi campioni, guerrieri straordinari paragonabili ai cavalieri della Tavola Rotonda. Il racconto contiene elementi di eroismo cavalleresco, magia e tradizione storica nordica.

La saga racconta la vita di Hrólfur Kraki, leggendario re di Danimarca, noto per la sua saggezza e il suo coraggio. È figlio del re Helgi e della principessa Yrsa, che, ignara delle sue origini, viene sedotta dal padre. Quando scopre la verità, lo abbandona e porta Hrólfur con sé. Cresciuto forte e valoroso, Hrólfur diventa re e riunisce attorno a sé un gruppo di campioni leggendari, tra cui il potente guerriero Bödvar Bjarki, capace di trasformarsi in orso in battaglia. Il suo regno prospera, ma è segnato da tradimenti: rifiuta di sottomettersi al re Aðils di Svezia, lo sconfigge con astuzia e umilia il suo esercito. Alla fine, però, viene tradito dal cognato Hjörvardr e muore in un’imboscata, segnando la fine della sua grande dinastia.

Ragnars saga loðbrókar

Qui troviamo la figura leggendaria di Ragnar Loðbrók, il cui nome è associato sia alla storia che alla leggenda. La saga narra le sue imprese straordinarie, inclusa la lotta contro un serpente gigante, e il destino tragico dei suoi figli, che divennero protagonisti di ulteriori racconti eroici.

La storia racconta la vita del leggendario pirata Ragnar Loðbrók, famoso per le sue imprese. Discendente di re e guerrieri, Ragnar ottiene il soprannome loðbrók “Brache Pelose” dopo aver indossato pantaloni in pelle di lupo bolliti nella pece come protezione mentre uccide un serpente gigante e conquistare il cuore della principessa Þóra. In seguito sposa un’altra donna, Kráka (Áslaug), figlia segreta di Sigurður Fáfnisbani e Brynhildr. Con i suoi figli compie saccheggi e battaglie in tutta Europa, diventando un eroe temuto. Alla fine, attacca l’Inghilterra ma viene catturato dal re Ælla di Northumbria e ucciso in una fossa di serpenti, profetizzando la vendetta dei suoi figli, che in seguito devastano l’Inghilterra.

Il ruolo delle fornaldarsögur nella cultura islandese

Queste saghe hanno avuto un ruolo cruciale nella cultura letteraria islandese. Sebbene siano state scritte secoli dopo gli eventi che narrano, rappresentano una testimonianza preziosa delle tradizioni orali e della visione del mondo medievale scandinavo. Nonostante il loro carattere fantastico, riflettono valori fondamentali della società norrena, come l’onore, il destino e la perseveranza.

Inoltre, le fornaldarsögur hanno influenzato non solo la letteratura islandese, ma anche opere moderne: dalle ricostruzioni romantiche del XIX secolo, come quelle di William Morris, alle ispirazioni per il fantasy contemporaneo, da Tolkien a saghe televisive come Vikings.

Le fornaldarsögur sono un tassello fondamentale del patrimonio narrativo islandese. A cavallo tra mito e storia, queste saghe hanno plasmato l’immaginario nordico e continuano a esercitare un fascino duraturo. Per chiunque sia interessato alla letteratura medievale, alla mitologia norrena o alle radici della narrativa fantasy, le saghe del tempo antico rappresentano una lettura imprescindibile.

Se volete approfondire, esistono numerose edizioni moderne delle fornaldarsögur, sia in islandese che in traduzioni inglesi e italiane. Un viaggio attraverso queste storie epiche è un viaggio nel cuore stesso della cultura nordica.

Una risposta a “Le saghe del tempo antico”

  1. […] Völsunga saga, fonte […]

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