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Case in torba islandesi: un catalogo

Gli edifici in torba sono forse, dopo le saghe medievali, il più importante elemento del retaggio culturale islandese. Venire in Islanda e non visitare nemmeno un edificio in torba è come andare in Italia e limitarsi alle meraviglie naturali come le Dolomiti o qualche bella spiaggia meridionale, senza però mai mettere piede in una città d’arte o un museo: si vede e si gode sicuramente tanto lo stesso, ma resta un’occasione sprecata per conoscere una storia e una cultura diverse.

Ho parlato dettagliatamente della storia e delle funzioni di questi edifici in un articolo di qualche tempo fa, mentre questo vuole essere un catalogo per la consultazione di chi voglia inserire queste meraviglie nel proprio itinerario di viaggio. Non si tratta di un catalogo completo, perché ci sono alcune fattorie che non ho ancora potuto visitare, verranno aggiunte quando lo avrò fatto!

Le date di costruzione si riferiscono all’edificio nella forma attuale, quasi sempre questi edifici sono stati costruiti su siti già occupati fin dal medioevo. È la natura dell’architettura in legno e torba di non essere durevole, per questo tali edifici sono così rari e preziosi.

Le informazioni fornite sono ridotte al minimo e si rimanda alle visite guidate e ai depliant informativo per approfondire.

Chiese

Molte chiese islandesi, e non solo quelle più antiche, non sono più visitabili e rimangono chiuse. Uno sviluppo tristissimo degli ultimi anni, dopo che il turismo di massa ha portato la solita percentuale di imbecilli che hanno trafugato oggetti o addirittura si sono messi a campeggiarci dentro per risparmiare sui pernottamenti, magari anche accendendosi dentro i fornelletti a gas! A dispetto di questo, le chiese rimangono bellissime e molto pittoresche anche dall’esterno, è una visita per ammirarle nel contesto naturale in cui sono collocate è sempre qualcosa di appagante. Possono inoltre essere un’esperienza spirituale anche per chi non crede.

Fattorie

Ricostruzioni archeologiche

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