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Trasporti pubblici in Islanda

Spesso mi scrivete per chiedermi se sarebbe possibile visitare l’Islanda in autonomia affidandosi esclusivamente al trasporto pubblico.

Il problema con questa domanda è che bisogna prima definire cosa uno intende per “visitare l’Islanda”. Una cosa che non capirò mai è il motivo per il quale così tante persone credano che esista un programma specifico per visitare “l’Islanda”, e che visitarla significhi fare tutta una serie di tappe canonizzate.

A seconda dei tempi e dei mezzi a disposizione, in Islanda come in qualsiasi altro Paese, si potranno fare cose diverse, e nessuna di queste deve essere considerata meglio delle altre: potersi permettere un mezzo anfibio per fiondarsi nell’interno spinti dalla voglia di vedere l’estremo e il remoto porta tantissimi visitatori a fare esperienza di estremo e di remoto ma non di Islanda, che non è un deserto vulcanico striato dal ghiaccio, ma una nazione con una storia millenaria e una cultura sofisticata. Una persona che trascorre un lungo weekend esclusivamente a Reykjavík può tranquillamente fare più esperienza della nazione di qualcuno che fa trekking negli altipiani interni per un mese.

Premesso questo, bisogna chiaramente specificare che con il trasporto pubblico avrete una serie di limitazioni: tempo, denaro e mete raggiungibili. Il trasporto pubblico islandese, gestito dalla compagnia Strætó, viste le dimensioni del Paese e l’esiguità della popolazione, è eccezionalmente buono, ma non è assolutamente come quello a cui sarete abituati: scordatevi un bus ogni dieci minuti, scordatevi i pulmini che, seppur sgangherati, vi portano fin nei più sperduti paesini di montagna.

L’Islanda è un Paese grande quanto il nord Italia e con la popolazione del comune di Firenze, due terzi della quale è concentrata nella capitale, e il resto è sparpagliato in paesini e fattorie che punteggiano le zone costiere o comunque poco lontane dal mare.

Non si può giustificare un servizio autobus frequentissimo e regolare se a comprare il biglietto ci sono al massimo un paio di persone ogni due giorni! Stesso discorso vale per i treni, che non abbiamo: se costruissero una ferrovia tra Reykjavík e altre zone di campagna, i treni sarebbero costantemente vuoti, e mantenere treni e ferrovie costa molto caro.

Detto ciò, con i mezzi disponibili, è possibile o conviene affidarsi esclusivamente a trasporti pubblici per girare l’Islanda? La mia personalissima opinione è che no, non conviene. Partendo dalla capitale, potrete raggiungere in autobus abbastanza agevolmente e senza spendere troppo alcuno centri abitati dell’ovest e del sud, come a Borgarnes e Selfoss, ma una volta sul posto non avrete purtroppo grandi possibilità di spostamento, e le distanze tra le varie attrazioni naturalistiche possono essere estremamente dilatate.

Noi siamo abituati in Italia e in Paesi più popolari a vedere un brulichio infernale di mezzi pubblici, taxi, autobus, treni e pullman che si incrociano e che sfarfallano ovunque portando turisti in ogni meta possibile. In Islanda non è così. Se arrivaste con un bus pubblico in un paese di campagna a relativa distanza da mete di interesse, restereste più o meno bloccati lì. Difficilmente ci sono tour organizzati che partono direttamente dai paesini di campagna, e le mete naturali che tanto agognate possono essere a molti chilometri di distanza: la famosa laguna glaciale di Jökulsárlón è a 125 km a est di Kirkjubæjarklaustur e 80 km a ovest di Höfn. In mezzo ci sono soltanto fattorie isolate. Pur passandoci l’autobus di linea che raggiunge Höfn da Reykjavík, gli orari dovuti alle numerose fermate della tratta non rendono questa soluzione praticabile per visitare la zona. Purtroppo un mezzo su gomma è necessario, sia che si tratti di un mezzo privato, sia che si tratti di un pullman gestito da un tour operator certificato.

Sul versante costi, un rapido controllo effettuato a metà febbraio 2021 ha prodotto le seguenti tariffe per SOLA ANDATA:

  • Reykjavík — Akureyri: 10.780 ISK (ca. 70€)
  • Reykjavík — Egilsstaðir: 19.110 ISK (ca. 150€)
  • Reykjavík — Höfn: 14.210 ISK (ca. 100€)

In pratica, andata e ritorno con il bus vi costerebbe quasi quanto un biglietto aereo, e a questo svantaggio si aggiungerebbero i tempi di percorrenza lunghissimi. Vero che godere del panorama islandese mentre si viaggia è un’esperienza meravigliosa, ma con un mezzo vostro potreste fermarvi dove vi pare se qualcosa vi attrae. Con il bus di linea non avrete questa opzione.

Esistono anche voli interni, ma i loro costi sono proibitivi, sempre per il fatto che si fatica a riempire gli aerei e i costi sono spalmati su molti meno passeggeri. Ecco esempi di prezzi per SOLA ANDATA in classe economica:

  • Reykjavík — Akureyri: 17.725 ISK (ca. 120€)
  • Reykjavík — Egilsstaðir: 33.635 ISK (ca. 220€)
  • Reykjavík — Ísafjörður: 30.535 ISK (ca. 200€)

Compagnie private offrono naturalmente servizi di trasporto per il pubblico che si spingono in aree più remote, e che possono essere usati per raggiungere mete che il trasporto pubblico di linea non tocca:

  • Reykjavík Excursion offre servizio di trasporto verso mete non toccate dai bus di linea, ad esempio da metà giugno a inizio settembre si può acquistare un biglietto andata e ritorno tra la capitale e i due estremi del percorso trekking di Landmannalaugar da usare quando e come si preferisce. Il costo è di 13.599 ISK (circa 100€).
  • SBA Norðurleið offre tour guidati ed escursioni in molte parti del Paese, anche con alloggi inclusi. hanno anche un servizio highland bus che attraversa la tratta di Kjölur, tra i ghiacciai di Langjökull e Hofsjökull, fino a raggiungere Akureyri, per 18.000 ISK (ca. 120€)
  • Mývatn Tours offre tour in giornata fino a mete difficilmente raggiungibili come Askja e Herðubreið, 22.900 ISK (ca. 150€), ma la partenza è da una località presso il lago Mývatn, difficilmente raggiungibile senza una propria auto.

Oltre a queste compagnie ne esistono diverse altre, ed è dunque possibile spostarsi verso mete naturali interessanti e difficilmente raggiungibili anche partendo dalla capitale, ma non sarebbe possibile fare lo stesso con i bus di linea. L’unica pecca non indifferente sono i costi. Scegliere come base Reykjavík e acquistare tour giornalieri ogni giorno porterebbe a costi molto più elevati di quelli che si affronterebbero con un viaggio organizzato, senza contare che richiederebbero in certi casi un dispendio di energie e stress organizzativo (prenotazioni, biglietti, orari, itinerari verso i punti di raccolta…) che non si hanno con un tour organizzato completo. Ovviamente però la vostra scelta dipenderà da quello che vorrete fare: se volete a tutti i costi visitare una meta che non trovare inclusa in nessun viaggio organizzato, dovrete studiare un piano in autonomia, trovando un tour in loco, oppure noleggiando un mezzo.

I prezzi per il noleggio auto, che saranno sicuramente la prima cosa a cui starete pensando, possono variare tantissimo, a seconda che prendiate un’utilitaria e vi teniate su strade asfaltate lungo il circuito principale (3/500€ per 8 giorni) o una 4X4 (fino ai 400/1000€ per 8 giorni) che vi permetta di raggiungere percorsi di montagna poi difficili. A queste si aggiungono le varie assicurazioni, che è sempre meglio fare perché sassi volanti, tempeste di sabbia e altre amenità del genere sono molto comuni in Islanda. Trovare l’idiota che corre sullo sterrato o sulla strada appena asfaltata sparandovi detriti nel parabrezza non è raro: mi è capitato una volta con una macchina a noleggio, e grazie al cielo l’associazione copriva il danno, ma poi mi è capitato sulla macchina privata e da un piccolo sfregio si è aperta una crepa enorme che mi ha costretto a cambiare il parabrezza. Le assicurazioni fanno lievitare il prezzo, ma meglio non sottovalutare i rischi perché pagare un vetro nuovo potrebbe essere molto peggio. Da quel punto di vista il viaggio organizzato offre molta più tranquillità, senza però la possibilità (o comunque non così tanta) di personalizzare il percorso in itinere.

In conclusione, visitare in autonomia con un mezzo a noleggio o attraverso un tour operator sono soluzioni indiscutibilmente migliori dell’aggiornamento al trasporto pubblico.

Sono laureato in lingue scandinave e ho una laurea magistrale in studi medievali islandesi ottenuta all’Università d’Islanda. Ora sto facendo un dottorato alla stessa università (con una ricerca sui manoscritti del tardo medioevo islandese) dove insegno o ho insegnato varie cose, come antico islandese, manoscritti islandesi o lingua e letteratura italiana. Ho lavorato anche come traduttore e ogni tanto faccio la guida per Italiani qui in Islanda. In Diana trovate una mia traduzione dei testi medievali sulla scoperta dell’America da parte dei popoli nordici dal titolo “Saghe della Vinlandia”, mentre in Iperborea ho pubblicato una traduzione di un racconto medievale islandese dal titolo “Saga di Gunnar”.

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