Un perfetto esempio dell’assoluta assurdità per cui l’Islanda sarebbe facile da gestire perché “siamo quattro gatti”. Qualcosa che si sente sempre ogni volta che qualcuno cita qualcosa di positivo di quest’isola. Come se Paesi come la Germania o il Giappone fossero preda del chaos totale…
Ascoltate bene: la superficie del comune di Reykjavík è di 273 km2 x 141.000 persone, mentre l’area metropolitana di Reykjavík è di 1042 km2 x 250.000 persone. Non trovo dati complessivi per un paragone come Dio comanda, ma lavoriamo coi dati che abbiamo: nel comune di Reykjavík ci sono 1200 km di strade, Garðabær 100, Hafnarfjörður 180, e Kópavogur tra i 100 e i 200, per un totale di circa 1600 km.
Il comune di Milano è di 180 km2 x 1,4 milioni di abitanti e l’area metropolitana di 1500 x circa 3 milioni di abitanti. La rete stradale è di circa 2000 km, e spulciando notizie trovo che Milano può mettere a disposizione 200 mezzi spalaneve per i suoi 2000 km di strade.
Reykjavík: 1042km di strade e 150.000 persone
Milano: 2000km di strade e 3 milioni di persone.
Reykjavík è più “spalmata” di Milano perché tradizionalmente le case sono costruite basse e distanti per non farsi ombra, visto che qui il sole è più basso che in Italia. Se Milano avesse la stessa proporzione tra abitanti e rete stradale, avrebbe 12.504 km di strade!
Non ho trovato info per il solo comune di Reykjavík, ma in tutta la regione della capitale ci sono 25 mezzi spalaneve (dunque meno di questi per la sola Reykjavík). Per 1600 km. Se Milano avesse la stesse proporzione di mezzi per km dell’area metropolitana di Reykjavík, ne avrebbe 31, e invece ne ha 200. Per tenere la proporzione di Milano, Reykjavík dovrebbe averne 160. Ma la popolazione è esigua e non ci sono le risorse.
Soltanto a dicembre 2022 e gennaio 2023 il comune di Reykjavík ha speso 600 milioni di corone (4 milioni di €) per spalare la neve, che è logicamente più presente qui che a Milano.
Sapete cosa significa gestire un’area con una rete stradale estesa come quella di Milano che può permettersi 200 spalaneve, ma avere risorse soltanto per 25?
Poi potrei dilungarmi sui problemi che derivano dalla mancanza di personale sanitario, con meno medici per abitante rispetto all’Italia, di carenze lavoratori in una miriade di settori (attese li ghissime per idraulici, imbianchini etc., con conseguenti costi enormi), del fatto che se ci sono catastrofi naturali non c’è solo meno gente da evacuare, ma anche meno strutture dove metterla, meno gente a gestire la situazione, meno polizia, meno protezione civile, meno soldi, e non ci sono milioni di persone da altre regioni che possono dare una mano con i nostri angeli del fango.
Forse molti confondono la gestione di uno Stato con quello di una classe scolastica, e pensano che (a “rigor” di logica niente affatto rigorosa) sia più facile per un docente gestire 15 alunni anziché 30. Il paragone parte però da premesse sbagliate: non è detto che quel singolo docente ci sia! Il paragone corretto sarebbe da fare semmai con una scuola italiana che ha classi numerose, e una islandese che ha soltanto una sezione dalla prima alla quinta con 3/5 alunni l’una, ma soltanto tre insegnanti disponibili, che dunque non bastano a coprire tutti e cinque gli anni, costringendo ad accorpare le sezioni – cosa che succede spesso di dover fare. Capite la differenza?
Bisogna smetterla di liquidare ogni notizia positiva sull’Islanda con questa idiozia per cui “sono tre gatti”. Essere in pochi non rende tutto più facile. Anzi. Il contrario. Fatemi la cortesia, ogni volta che qualcuno commenta con “bella forza, son due gatti”, sbattergli in faccia questi numeri.


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