Islanda: domande frequenti

Ormai è diverso tempo che ricevo giornalmente tantissime domande frequenti sull’Islanda. Le raccolgo qui (e mi riservo di aggiornare le risposte, o aggiungerne di ulteriori in futuro — quindi scrivetemi pure nei commenti se avete domande di interesse pubblico, sarò felice di includerle!).

Serve il passaporto?

No, l’Islanda è Area Schengen. Basta un documento d’identità, che nemmeno viene controllato all’arrivo, perché l’area Schengen funziona come se fosse un singolo Paese, ai fini degli spostamenti dei suoi cittadini.

Ho prenotato per la settimana X del mese Y, che tempo mi devo aspettare?

Non può dirvelo nessuno. Rassegnatevi! Potete cercare tutte le medie aritmetiche e ponderate che volete, ma queste non vi diranno nulla su quello che effettivamente troverete voi. Una settimana qualsiasi di dicembre 2020 potete trovare 8° e niente precipitazioni, mentre in una dicembre 2022 potete trovare temperature di -15° con talmente tanta neve da impedirvi di mettervi in viaggio. Potete trovare un luglio sempre assolato, ma potete pure capitare nell’unica settimana di tutta quell’estate in cui c’è sempre pioggia e vento. Non serve a nulla perseverare nel chiedere in giro o nel sentire pareri altrui di chi ci vive o ci è stato, sperando di carpire qualche informazione definitiva. Come sarà il tempo lo scoprirete giorno per giorno, e più volte nel medesimo giorno, visto come cambia rapidamente, a volte. Dovrete solo essere pronti a coprirvi o scoprirvi in continuazione a seconda della necessità. È anche pericoloso usare le esperienze altrui come riferimento: uno che ha trovato bel tempo e temperature miti a dicembre 2020 può seriamente mettere in difficolta qualcuno che non si è preparato adeguatamente al freddo che abbiamo nota nel 2022/2023.

Si può pagare con la carta o serve il contante?

Lasciate il contante a casa, è un ingombro. La carta tenetela come emergenza: vi consiglio di affidarvi al telefono, usando ApplePay o GooglePay. Con questi sistemi i pagamenti non vengono mai rifiutati per errori o problemi dei sistemi (cosa veramente irritante che succede spesso con le carte in modo casuale e senza una ragione logica, dopo che uno le ha usate già innumerevoli volte senza problemi). Qui in Islanda si pagano anche i bagni pubblici e i parcheggi con smartphone o smartwatch.

Quali siti devo consultare per meteo e condizione strade?

Sempre, SEMPRE, consultare i seguenti siti prima di mettersi al volante:

Conviene un viaggio organizzato o in autonomia?

Entrambe le scelte pongono vantaggi e svantaggi. Chi ama organizzarsi i viaggi da solo, specie se lo fa per risparmiare, ha un po’ la tendenza a trattare i viaggi organizzati come esperienze artificiali per fessi che si fanno spennare, mentre i furbi e gli svegli fanno da sé e si godono meglio l’esperienza perché decidono loro cosa fare. Se da un lato è vero che viaggiare da soli può costare meno e permette di personalizzare l’esperienza, sul resto c’è parecchia ingenuità: l’Islanda è un Paese difficile. Spostarsi da soli può voler dire veramente beccarsi delle fregature o delle brutte sorprese che un viaggio organizzato da persone serie eviterebbe e, se la guida è preparata, con un viaggio organizzato si riesce a fare molto di più perché c’è una persona che di mestiere conosce tempi di percorrenza e sa consultare siti per eventuali allerte meteo, chiusure dovute ad eventi naturali etc., la guida appunto, nonché una persona che conosce a menadito le strade e sa gestire anche quelle più difficili, specie in situazioni rischiose come maltempo improvviso o ghiaccio/neve, ovvero l’autista. Con viaggi organizzati di un certo livello si risparmia tempo prezioso non dovendo consultare mappe o cartine, non si rischia di imbucare strade sbagliate o perdere deviazioni che portano a sprecare ore preziose… e la guida può inoltre mettere a parte di segreti non facilmente reperibili online. Si risparmia ulteriore tempo non dovendo consumare i pasti che sono preparati dai ristoranti degli alberghi (i quali sono da soli una valida ragione per girare l’Islanda!). Questo dà talvolta un’ora o due la mattina o la sera per passeggiare nella natura o nei centri abitati circostanti in solitudine, senza dover pensare alla cena o alla colazione. In ultima analisi, ciò che decide il tipo di viaggio è il budget.

Ci sono agenzie che organizzano escursioni per italiani?

Non all’ultimo. Non potete trovare, se non per fortuna, un escursione giornaliera in loco con guida italiana. I tour giornalieri sono solitamente offerti in lingua inglese per accomodare il più persone possibile. Se la guida conosce l’italiano potrà sintetizzare per voi informazioni nei momenti morti (ma non è tenuta a farlo!). Se si tratta di viaggi di gruppo, il fornitore si prodigherà per trovarne una.

Ci sono guide italiane?

Le guide italiane ci sono, ma sono molto poche. Io sono iscritto al sindacato delle guide turistiche, che tiene una lista ufficiale delle guide registrate, dove è possibile cercare guide per lingua, e siamo solo in cinque. Ovviamente esistono altre guide che non sono state inserite, ma sono comunque poche. La maggior parte delle guide parlanti italiano non vive in Islanda, e viene qui direttamente con gruppi organizzati.

Puoi accompagnarci un giorno, o conosci qualcuno che possa farlo?

A differenza di altri Paesi, dove è possibile trovare qualche locale che (più o meno legalmente) ti può accompagnare sul suo ApeCar o sulla sua barca e raccontarti qualcosa delle mete che visiti, in Islanda ciò è proibito. Anche una guida abilitata non può accompagnare gente in giro con un mezzo privato, perché serve una licenza apposita per accompagnare persone in giro, e il mezzo deve essere assicurato è registrato per l’uso turistico. Nessun privato può fare una cosa del genere da solo. Le escursioni, se non già incluse nel proprio pacchetto di viaggio organizzato, possono essere esclusivamente acquistate in agenzie locali, e non offrono tour per famiglie singole o piccoli gruppi di pochi amici, a meno di prenotare anticipatamente un tour privato che però costerà veramente tanto. Una guida per una giornata, a seconda del livello professionale e del contratto sindacale, costa anche 300€ al giorno, ai quali vanno aggiunte le spese (spostamenti e pasti), stesso dicasi per gli autisti.

Organizzi tour?

Organizzare un tour non implica semplicemente raccogliere persone e mettersi in viaggio. Ci vogliono assicurazioni, autorizzazioni, mezzi anch’essi autorizzati e assicurati. Tutto ciò è solo possibile con un team di professionisti. Io non mi occupo di tutto questo (per ora). Mi è capitato di concepire itinerari di viaggio specifici, ma non sono un DMC (Destination Management Company: ovvero le aziende che hanno tutte queste autorizzazioni e si occupano della parte gestionale, affittare pullman e autisti, ingaggiare la guida, prenotare alberghi e pasti), né sono un’agenzia di viaggio o tour operator (ovvero le aziende che vendono al cliente il pacchetto creato dai DMC). I tour per i quali sono ingaggiato vengono indicati su questo sito, ma io non mi occupo di prenotazioni e faccende burocratiche.

Sono celiaco, avrò problemi?

I supermercati migliori di Reykjavík (consiglio Hagkaup e Nettó) hanno generalmente prodotti senza glutine. Nei ristoranti, generalmente, non serve preoccuparsi perché la cucina islandese è basata su piatti unici di carne/pesce con contorno di verdure e patate e salsa. Se c’è glutine, di solito, è solo nella salsa, che non contamina la cucina. Se fate sapere che siete celiaci risolvono tranquillamente.

Sono diabetico, avrò problemi?

Se dovete tenere la glicemia bassa, sappiate che la dieta islandese è basata in misura abbastanza bassa sui carboidrati. Prevalgono le proteine e i grassi. Inoltre, esistono un’ampia serie di proposte “ketó”, con i carboidrati ridotti al minimo (per esempio, nei supermercati Hagkaup si trova l’angolo keto dove offrono torte, muffin, biscotti, dessert, panini, bagels è molto altro… tutti fatti con farine alternative, come mandorla o cocco, e mai con saccarosio). Se invece siete più preoccupati dalle ipoglicemie, tranquilli, ogni singolo luogo abitato, per quanto piccolo, sarà fornito di bibite zuccherate e barrette energetiche imbottite di zucchero, nonché una vasta selezione di caramelle.

Sono vegetariano, avrò problemi?

Dipende. Alternative vegetariane si trovano ovunque, ma più ci si allontana dalla capitale, più queste si fanno rare e meno interessanti. Nella capitale esiste un supermarket vegano e ristoranti vegetariani in numero considerevole. Resta il fatto che l’Islanda è un Paese subartico, che fa già tantissimo con le serre, ma non è sufficiente a garantire una dieta equilibrata senza un massiccio contributo di beni importati, e l’importazione ha un impatto ecologico notevole. Tenetene conto.

Come mi devo vestire?

A strati. Calzamaglia o comunque pantaloni e maglia termica, sopra all’intimo. Maglia (ottimo il pile) pantaloni da escursione (meglio se con pile interno, d’inverno), maglione extra + impermeabile oppure giaccone anti pioggia. Scarpe in goretex impermeabili. Soprapantaloni impermeabili per quando piove in orizzontale. Calzettoni di lana da mettere sopra ai calzini e per infilarci dentro i pantaloni se si deve camminare nella neve profonda. Berretto di lana, meglio se foderato internamente in inverno. Sciarpa solo se gli altri indumenti non coprono già il collo. Guanti. In estate sarà spesso sufficiente la maglia e una giacca, ma molti vorranno comunque aggiungere il maglione sopra, oppure un piumino leggero.

Quando si può vedere l’aurora boreale?

Da circa la metà di agosto a circa la metà di aprile. Agosto e aprile, però, sono mesi rischiosi. C’è ancora tanta luce e tocca stare alzati fino a molto tardi per vederla, il che interferisce col resto del viaggio.

C’è un periodo migliore per vedere le aurore boreali?

No. Assolutamente no. Anche se si facesse una media e si scoprisse che generalmente a novembre c’è una media di due giorni in più con attività solare rispetto a gennaio (faccio un ipotesi), voi potreste capitare nell’unica settimana di novembre in cui non c’è attività solare, oppure avere la sfortuna di pernottare sempre in luoghi coperti dalle nuvole, le quali nasconderanno ai vostri occhi le stesse aurore che altri turisti, dall’altra parte del Paese, vedranno benissimo. A novembre 2022 sono stato visitato dai miei, che non hanno visto assolutamente nulla. Una volta partiti, per il resto del mese, ci sono state aurore fantasmagoriche. È inutile fare calcoli probabilistici con le aurore.

È possibile affidarsi ai mezzi pubblici per girare il Paese?

No. Il trasporto pubblico è ridotto è molto costoso, inoltre ferma nei centri abitati, e da questi ai vari punti di interesse possono esserci decine o centinaia di chilometri di strada non coperta dal servizio pubblico. L’unico modo per spostarsi e vedere le varie mete è affittare una macchina o affidarsi a tour organizzati.

C’è un modo per visitare l’Islanda spendendo poco?

Nel 2013 ho fatto un viaggio di circa una settimana spendendo circa 500€. Ho dormito ospite di una signora Svizzera trovata su Couch Surfing (servizio che permette di trovare gente che ospita viaggiatori gratuitamente) e, non avendo la patente all’epoca, ho fatto alcuni tour dalla capitale (balene, a cavallo e circolo d’oro). Per mangiare mi son nutrito a pane “sordo”. Purtroppo risparmiare significa per forza fare delle rinunce. Si può risparmiare in molti modi, con alloggi condivisi dove non sono fornite le lenzuola e ci si deve portare il sacco a pelo, mangiando frugalmente… ma ovviamente significa azzoppare l’esperienza. Il consiglio che do, dove possibile, è risparmiare fino a che non si è riusciti ad avere abbastanza budget per un bel viaggio. Io esco dall’Islanda una/due volte l’anno, ma quando lo faccio mi concedo vacanze di buon livello, mangiando bene, visitando molti musei e siti a pagamento e pernottando in alberghi buoni. C’è gente che viaggia in continuazione ma lo fa frugalmente. Sono scelte personali. Io consiglierei di viaggiare meno e meglio! Potersi permettere un’escursione in più (Grotta di ghiaccio, scogliere e birdwatching, traghetto per isole varie…) e provare cucina locale di buon livello, secondo me, vale la pena.

Devo portarmi del cibo dall’Italia?

No. Il cibo islandese è ottimo. Carne, pesce e verdure sono di qualità superiore. Anche il pane e i prodotti da forno sono stupefacenti. Provate a fare una vacanza immergendovi nella cultura culinaria locale. I supermercati sono pieni di prodotti economici islandesi. Se poi non ce la fate proprio a stare senza la pasta, qui trovate Barilla o, addirittura, Rummo e Sgambaro.

Meglio le spa o le pozze naturali?

Sono due esperienze diverse. Le spa possono essere costose, ma hanno il vantaggio dei servizi e delle acque pulite e controllate. Le pozze naturali sono molto romantiche in foto, quando le si vede deserte con una persona in posa ascetica immersa, ma nella realtà potrebbe toccarvi di dover sgomitare tra la gente per immergervi, in un cicaleccio insostenibile, spesso non ci sono spogliatoi e, se siete sfortunati, capiterete in un momento in cui non sono passati recentemente i padroni del terreno a pulire, incontrando spazzatura e mutande fradice abbandonate da gente che non ave il costume ma non ha voluto rinunciare all’esperienza. L’acqua è inoltre spesso ricca di alghe sospese e concentrazioni batteriche pericolose (nel 2017 avevano trovato concentrazioni di batteri fecali superiori di 200 volte ai limiti. Non c’è da stupirsi: non ci sono docce e la gente ci entra senza essersi lavata le parti intime. Personalmente preferisco fotografarle perché sono assai romantiche, ma evito di bagnarmici, tranne che in quelle “segrete” dove so che non vi va quasi nessuno.

Come raggiungo la città dall’aeroporto? Ci sono taxi?

Dall’aeroporto potete acquistare un biglietto FlyBus per il terminal BSÍ di Reykjavík, con supplemento se volete essere lasciati davanti a un alloggio specifico. I taxi vi possono costare 300€ a tratta,

Ci sono norme di galateo importanti da osservare?

L’Islanda è una società molto informale. Non sarete giudicati, a meno di non fare qualcosa di indecoroso. Tenete però presenti alcune cose: non ci si soffia il naso rumorosamente per poi mettersi il fazzoletto col muco in tasca, è considerato disgustoso. Tirare su col naso invece è accettato perché il muco resta dentro e non viene sparso in giro assieme ai microbi. Non si usano più tanto le tovaglie, le forchette sporche si appoggiano sul piatto. Il pane non è sempre incluso perché non è visto come una base imprescindibile (del resto, con una porzione abbondante di patate, diventa superfluo). L’acqua è sempre gratis. Il caffè filtrato è praticamente sempre inclusivo di un refill gratuito. In molti luoghi dovete essere voi ad andare al bancone a ritirare quanto avete ordinato, e poi riportarlo al bancone quando avete finito. Le mance non sono obbligatori ma è buona cosa lasciarle, specie alle guide e agli autisti.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: