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Hengill, per gli amanti delle escursioni

Se vi piacciono le escursioni ma non potete o non ve la sentite di lanciarvi nei trekking di più giorni, come il Laugavegur, potete provare con qualcosa di più breve ma di altrettanto emozionante appena fuori dalla capitale islandese, Reykjavík. ci sono un’infinità di opportunità per godersi un po’ di Islanda selvaggia, senza doversi allontanare troppo, e oggi abbiamo approfittato del bel tempo per dedicarci, con famiglia e amici, ad un’eccitazione impegnativa ma appagante, raggiungendo la cima di un sistema vulcanico attivo: Hengill.

Hengill è un sistema vulcanico che copre un’area di circa 100 km2, e intorno ad esso si trovano un’infinità di attrazioni naturali, ma anche due importantissimi centrali geotermiche che sfruttano l’energia del vulcano per portare acqua calda ed energia alla capitale islandese. Tutta l’area è disseminata da giacimenti di zolfò, sorgenti calde, fumarole e solfatare…non manca nulla insomma!

Sulla strada 1 in direzione Hveragerði, appena dopo aver superato la deviazione per Þorlákshöfn a destra, sulla sinistra ci sarà la deviazione per la centrale geotermica di Hellisheiði. Seguendo la strada fino in fondo si arriverà ad un parcheggio sterrato dal quale parte il sentiero per raggiungere la cima del monte, attraversando vallate, creste e raggiungendo punti panoramici tra i più emozionanti del Paese.

Come sempre è consigliato vestirsi a strati: può fare anche molto caldo nelle valli riparate, mentre sulle cime o creste esposte, il vento può essere gelido. Consigliabile avere una maglietta, una maglia o felpa e un maglione da togliere o mettere all’occorrenza. Anche i guanti sono un bonus. Potreste trovarvi accaldati e sudati, ma comunque con le dita gelate. Per dettagli sul vestiario, consultate il mio articolo in merito.

Questo percorso consiste in una salita iniziale sul fianco di una vallata abbellita dalla presenza di zolfo e fumarole, denominata Skeggjubeinsdalur.

In alto ci sarà un passaggio stretto tra le alture, Skeggjubeinsskarð, che sbucherà in un altopiano circondato da monti incrostati di ghiaccio e tagliato da numerosi torrenti.

Questo altopiano è chiamato Innstidalur (Valle più interna), ed è stato usato come pascolo fin dai tempi antichi: è protetto tutt’intorno dalle alture, e l’erba vi cresce rigogliosa. Si trova a 420-440 metri sul livello del mare.

Una leggenda narra di un toro che sarebbe morto in questa zona ma poi ritornato. Si diceva che fosse molto pericoloso e indomabile, feroce e ripugnante e con intestini di uomini e animali impigliati sulle corna. Si dice poi che un uomo una volta si sarebbe imbattuto nel toro il quale gli uccise il cavallo, ma lui riuscì a salvarsi rifugiandosi su una roccia. Provò a sparare al toro, ma non poté ferirlo finché finché non ebbe strappato un bottone di zinco dalla giacca che ha usato invece un proiettile. Non ho idea del perché dello zinco, ma sospetto sia simile alla tradizione dell’argento per uccidere i vampiri.

Attraversata la valle si sale su ripide alture, costeggiando Hveragil, ovvero “Gola delle sorgenti termali”, e arrivati in alto si può gettare lo sguardo su tutto il sud del Paese: si vede Reykjavík, la penisola di Reykjanes, la costa sud, Selfoss, Stokkseyri, le isole Vestmannaeyjar, il ghiacciaio Eyjafjallajökull, il vulcano Hekla…

Per arrivare sulla cima, detta Vörðu-Skeggi, bisogna salire su chine ripide e un po’ sdrucciolevoli, attraversare vaste macchie di ghiaccio, pantani…ma ne vale davvero la pena!

La vista sul lago di Þingvallavatn è una delle più preziose delle quali potrete godere in questo Paese. Il lago è il riempimento della fossa tettonica, ovvero la frattura tra le placche continentali, dunque il vero limite tra i due continenti (che ricordo non essere assolutamente la famosa gola di Almannagjá: quella è soltanto una piccola crepa sull’orlo della placca nordamericana, mentre la faglia è tutta la vallata sottostante, ed è larga circa 5 km!).

Il ritorno può essere percorso facendo un circolo che passa sulle creste che fiancheggiano la valle di Innstidalur, oppure tornando sui propri passi. Il totale del percorso è di circa 13km, ed è necessaria una buona forma fisica per affrontarlo. La durata indicativa è di 6 ore, andata e ritorno.

Sono laureato in lingue scandinave e ho una laurea magistrale in studi medievali islandesi ottenuta all’Università d’Islanda. Ora sto facendo un dottorato alla stessa università (con una ricerca sui manoscritti del tardo medioevo islandese) dove insegno o ho insegnato varie cose, come antico islandese, manoscritti islandesi o lingua e letteratura italiana. Ho lavorato anche come traduttore e ogni tanto faccio la guida per Italiani qui in Islanda. In Diana trovate una mia traduzione dei testi medievali sulla scoperta dell’America da parte dei popoli nordici dal titolo “Saghe della Vinlandia”, mentre in Iperborea ho pubblicato una traduzione di un racconto medievale islandese dal titolo “Saga di Gunnar”.

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