I quartieri di Reykjavík

La capitale islandese, Reykjavík è amministrata dal comune che ne prende il nome Reykjavíkurborg (Città di Reykjavík), al quale ci si riferisce colloquialmente con il termine borg, “città”, come si usa in italiano quando si parla del “Comune” come istituzione. È l’unico insediamento islandese ad avere tale titolo. I centri più piccoli sono tutti bæir “cittadine”, anche se colloquialmente si usa il termine singolare bær anche per Reykjavík. In campagna, solitamente, se si dice “vado in città”, usando il termine bær, si intende Reykjavík.

Non è una città semplice per tanti versi, mentre è molto più semplice di tante altre per altri. In questo articolo voglio descriverne la struttura e caratteristiche salienti a beneficio di chi dovesse trasferircisi.

La prima cosa da notare è che Reykjavík è grande. La sua area metropolitana, seppur attestandosi attorno ai 250.000 abitanti, è lunga circa 25km, come la distanza tra il duomo di Monza e il comune di Rozzano a sud di Milano, ed è larga 14km, la distanza tra il duomo di Milano e il centro di Monza.

Il motivo è che per un secolo si è privilegiata una pianificazione urbana che tenesse conto dell’insolazione: qui a nord il sole è basso, anche a mezzogiorno, e strade strette e palazzi alti significano ombre lunghe. Per dare luci a tutti si sono costruite case basse e distanti. Il problema è che, a lungo andare, la città è diventata troppo grande per essere gestita con le risorse che derivano dalla sua ridotta popolazione. Tradotto? Per coprire una rete stradale così grande servono tanti bus, ma ci sono poche persone a riempirli pagando il biglietto, cosa che rende i mezzi pubblici costosi e carenti. Per spalare la neve in inverno ci sono una ventina di mezzi che devono tenere pulita una rete stradale simile a quella milanese, che però può contare su duecento mezzi. Per vivere più serenamente serve la macchina.

Non esiste un’unità amministrativa come la città metropolitana italiana, e la cosiddetta regione della capitale ha solo utilità statistica, mentre non esiste un organo che gestisca i vari comuni dell’area metropolitana (Höfuðborgarsvæðið) in collaborazione, ognuno fa a sé e possono esserci differenze in tasse, servizi e regole. I quartieri sotto la pertinenza del comune di Reykjavík sono i seguenti:

Qui riporto una lista molto asciutta e soggettiva con quelli che a mio avviso sono i pregi e i difetti di ciascuno di questi quartieri:

Miðborg
  1. Vesturbær “Area occidentale”: nato come quartiere operaio all’inizio del novecento, oggi è considerato una zona molto elegante, dove vivono diversi personaggi pubblici, e che è privilegiato o comunque molto ricercato dagli studenti in virtù del fatto che ospita il campus universitario. Ci ho vissuto per quattro anni, nella via Hagamelur per cui posso dire con cognizione di causa che tutta la retorica che gira intorno questo quartiere è un po’ fumo senza arrosto: case e stanze sono estremamente costose, senza che a ciò corrispondano servizi adeguati. Per fare un esempio, non c’è la clinica di quartiere e per vedere un medico bisogna recarsi nel comune attiguo di Seltjarnarnes. Scomodissimo senza auto. Non ci sono supermercati se non il famigerato negozietto di quartiere Melabúðin dove troverete un’ampia scelta di caviale, paté di renna, fois gras e oli biologici, oppure beni di prima necessità al triplo del prezzo dei discount. Esiste essenzialmente soltanto un caffè ristorante, molto apprezzato da tanti, io stesso lo frequentavo spesso visto che vivevo proprio dietro all’angolo, ma anche esso secondo me non è niente di particolare ed è molto caro. Mancano inoltre aree verdi soddisfacenti. Quelli che ci abitano tendono a glorificare il lungomare meridionale con la sua fila di eleganti ville, ma si tratta essenzialmente di un chilometro di pista ciclabile senza un albero e con una vista deludente sull’acciaieria di Hafnarfjörður. Uso descrizioni incisive perché tanti si fanno imbonire dallo hype rispetto a questo quartiere, e si fanno fregare. È molto comodo se si lavora in zona (come qualsiasi altro quartiere), ma non ritengo abbia granché da offrire.
  2. Miðborg “Centro città”: questo è un quartiere ovviamente che ha il grandissimo pregio di accorpare un vasto numero di ristoranti bar locali negozi musei eventi e quant’altro. Ha il grave difetto di essere estremamente caotico. Difficile trovare parcheggio, difficile entrare e uscire o spostarcisi dentro in macchina, e molta poca quiete. AirBnB ovunque fanno sì che per vicoli e strade possano esserci fastidi come turisti chiassosi in attesa del transfer per l’aeroporto alle quattro di mattina. Esperienza provata personalmente avendo abitato in centro per un anno a Bergstaðastræti. Mai più. Sta inoltre diventando sempre più un parco giochi trasformato ad uso e consumo dei turisti, cosicché passeggiando per le sue vie, di islandesi se ne incontrano davvero pochi. Ottima la scelta di locali, ma se vivi qui non cerchi soprattutto quelli: servono servizi. Ti serve il corniciaio, il negozio di strumenti musicali, il negozio di cibo vegetariano, il negozio di riparazioni per computer, il meccanico, la pescheria… dover sempre andare altrove per ottenere questi servizi può essere scostante. L’area di Grandi accorpa supermercati, casalinghi e ferramenta, ma è comoda solo per chi abita nella parte più occidentale del quartiere. Anche la viabilità qui lascia molto a desiderare.
  3. Hlíðar: è un quartiere che ha il grande pregio di essere a ridosso del centro senza soffrire dei difetti di questo. Si trova accanto al bellissimo parco della collina Öskjuhlíð, con accanto il centro sportivo Hlíðarendi (sede di Valur sports club), poi il parco Klambratún con la galleria d’arte di Kjarvalsstaðir e il centro commerciale Kringlan. Il difetto peggiore di Hlíðar sta nella sua organizzazione, specie nella parte a sud di Miklabraut: questa porzione ha praticamente soltanto un paio di entrate ed uscite ed è circondato da arterie spesso congestionate; se ci entri sperando di tagliare il traffico e uscire più in là, scordatelo, puoi uscire solo da dove sei entrato, oppure su uno stradone altrettanto congestionato, ma dove non puoi fare inversione nella direzione che ti interessa se non dopo qualche chilometro, una volta raggiunto il comune di Kópavogur. Entrato a Hlíðar, poi, trovi una sfilza di strade strette a senso unico che hanno la capacità di far saltare i nervi anche ai santi. È comunque un buon compromesso tra vicinanza ai servizi e vicinanza ai divertimenti del centro.
  4. Laugardalur: dopo tanto peregrinare, ho vissuto qui per un paio d’anni, nel rione teigar “Prati”, ed è stato allora che ho deciso di comprare casa in questo quartiere, dopo averne constatato i pregi che lo rendono, a mio avviso, il quartiere migliore della città tra quelli a ridosso del centro. Nonostante il “centro storico” mantenga questa designazione, esso è geograficamente periferico, verso la punta della penisola, mentre il centro città dal punto di vista geografico è dei servizi è qui. In questo quartiere e in quello attiguo di Háaleiti si concentrano la maggior parte dei servizi e dei negozi che noi locali cerchiamo per la vita quotidiana. In particolare, l’area commerciale di Skeifan, pur non avendo quasi nulla nel suo aspetto che richiami un centro città, ed essendo architettonicamente bruttino (anche se pure questo aspetto sta migliorando) è il luogo dove converge la popolazione cittadina per le più svariate ragioni. Supermercati, farmacie, negozi di articoli sportivi ed elettronica, elettrodomestici, ristoranti, tempo libero, vestiti, arredo, musica, libri, cartoleria, alcolici, giocattoli, ristoranti e caffè… c’è tutto ciò di cui i locali necessitano, anche se esteticamente non è il massimo perché ha tenuto il carattere di zona artigianale che aveva negli anni 50. Questo sta però cambiando rapidamente, con la costruzione di numerosi immobili di lusso. Stesso dicasi per il parco, forse il più importante della città: oltre al giardino botanico e alle passeggiate, vi si trovano una miriade di associazioni sportive, e lì circolano quasi esclusivamente locali. Le famiglie islandesi, se escono a fare un giretto, è più probabile che vadano a questo parco che non in centro. Pur essendo a ridosso del centro storico, non soffre della strettezza e dei fastidi associati ad essa.
  5. Háaleiti: ha il pregio di essere vicino a Laugardalur, e dunque ai servizi e al parco.
  6. Breiðholt: questo è considerato il quartiere “malfamato”, anche se al suo interno ci sono zone eleganti e tranquille e altre più difficili.
  7. Árbær: Árbær non gode di una reputazione eccelsa, ma aha alcune chicche, come il museo antropologico, che è tra i più belli e curiosi del Paese, e la celebre piscina pubblica
  8. Grafarvogur: è considerato un buon quartiere dove vivere. Generalmente tranquillo, con un’area commerciale, Spöng, che lo rende ben servito. Lunga raggiungere il centro se ci si lavora, ma comodo per uscire dalla città.
  9. Kjalarnes: frazione a mezz’ora dalla città, sulla costa nord. Molto ventosa.
  10. Grafarholt: quartiere estremamente periferico.
Breiðholt.

Eccettuate alcune arterie cittadine e vie e vicoli del quartiere 2 (miðborg), che finiscono con -stræti (strada), -gata (via cittadina), -vegur (via – solitamente più grande e lunga di gata), -braut (viale), -stígur (vicolo), le vie di Reykjavík hanno come secondo elemento un termine derivato da un vecchio toponimo locale, al quale vengono aggiunti vari elementi per creare nuovi nomi per le vie della zona. Ad esempio, una volta a sud ovest della città c’era una zona di terreni ghiaiosi detti melar in islandese. Al singolare il termine è melur e, oggi, tutte le vie che si trovano dove una volta c’erano i melar si chiamano Qualcosamelur; ad esempio: Hagamelur “Petraia del campo”, Víðimelur “Petraia larga”, Reynimelur “Petraia del Sorbo”, Furumelur “Petraia dell’abete”. Oppure ci sono i lækir, “torrenti”: Laugalækur “Terrente della fonte termale”, Leirulækur “Torrente dell’argilla”, Brekkulækur “Torrente del pendio” etc., oppure ancora le Hlíðar (Pendii), con Langahlíð (Pendio lungo), Grænahlíð (Pendio verde).

L’area di Skeifan.

Non significa che ci siano petraie, torrenti o pendii: sono solo nomi, che hanno però il grosso vantaggio di farti subito sapere in quale zona si trova una data via. È molto utile memorizzarne il più possibile, per orientarsi meglio. Attenzione che molti, essendo plurali, avranno una forma diversa al singolare: merkur al singolare è mörk, foldir fa fold, rimar fa rimi etc. È molto utile farsi un’idea di questi nomi perché aiutano ad orientarsi con molta facilità. Reykjavík non ha una popolazione enorme, ma è estremamente estesa!

Attenzione! Il sistema di codici postali non combacia con quello dei quartieri, per cui alcuni codici incentrati su un quartiere sconfinano in quartieri vicini: ad esempio, il codice 101 è tipicamente associato al quartiere centrale Miðborg, ma include anche la parte vecchia di Vesturbær. Il 105 è incentrato sul quartiere di Hlíðar ma copre anche un pezzetto della parte orientale del quartiere di Laugardalur, che è per la maggior parte sotto al 104. Così che i codici postali non sono un buono strumento per indicazioni geografiche, anche se talvolta li usano così.

Il sistema di piste pedonali e ciclabili è molto capillare, come mostra questa mappa, ma le condizioni meteo non lo rendono sempre la soluzione migliore per spostarsi.

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