Souvenir dall’Islanda

Succede spesso che mi si domandi cosa portarsi in Italia dall’Islanda. Tantissime persone non si portano nulla, perché purtroppo non esiste una vulgata comune su quali acquisti fare una volta arrivati qui, è una breve vacanza non offre tante opportunità di capire la cultura locale e quanto ha da offrire.

Il sale islandese è prodotto fin dal ’700 in un paio di luoghi dei fiordi occidentali, dove si trovano sorgenti termali in riva al mare. Il valore geotermico viene usato per separare il sale dall’acqua di mare dentro a dei capannoni. Il sale che ne risulta non è né fino né in granì, ma in fiocchi cristallizzati. Non solo è assai elegante per la decorazione degli alimenti, ma è anche molto più saporito di un sale normale. Viene anche venduto con aromi come liquirizia, timo artico e affumicato al legno di betulla.

La marmellata di rabarbaro è un grande classico della cucina islandese. Noi italiani purtroppo siamo irrimediabilmente plagiati da quelle maledette caramelle amare al rabarbaro che usavano i nostri nonni, e appena sentiamo il nome “rabarbaro”, nella nostra ignoranza, pensiamo a qualcosa di rivoltante. Il rabarbaro è una pianta che produce lunghi gambi che ricordano il sedano, ma di colore fosse, e con ampie coglie verde scuro in cima. Ha un gusto che ricorda il limone, molto fresco, e i bambini islandesi lo mangiano crudo intingendoli nello zucchero. La marmellata di rabarbaro va benissimo per le crostate, spalmata sul pane, o come accompagnamento agli arrosti.

La liquirizia, in Islanda non si divide soltanto tra le rotelle della Haribo è quella purissima Saila. Ci sono una miriade di declinazioni diverse di liquirizia, che è un vero e proprio culto. Da provare quella al pepe, o quella salata, ma da non perdere anche quella ricoperta di cioccolato, che è un’invenzione islandese, nonché una della quale vanno molto fieri!

Non esiste un solo modo per preparare il caffè, è così come è facilissimo imbattersi in una tazzina di espresso imbevibile in un bar italiano, così è possibile bere un caffè di qualità eccelsa in Islanda. Il caffè tipico islandese è quello filtrato (da non confondere con l’americano, che è un espresso allungato con acqua calda), ovvero prodotto facendo volare lentamente l’acqua attraverso un filtro che continente la polvere. Filtri diversi, tempi di estrazioni diversi, tostature diverse e varietà di caffè diverse producono una gamma di gusti stupefacente. Provate a prendere un caffè da torrefazione islandese. Consiglio Morgundögg (rugiada mattutina) della marca Kaffitár, che è quello che uso di più la mattina, ma trovate un’infinità di proposte nei bar, Roasters, Te of Kaffi, Kaffi Ó-le…

Il cioccolato svizzero o quello belga sono piuttosto famosi e non hanno bisogno di presentazioni. Quello islandese è poco conosciuto all’estero, ma merita comunque davvero tanto perché si tratta di un prodotto che (ovviamente nelle sue produzioni più raffinate) raggiunge livelli di qualità davvero alti.

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