Monumenti e arte nel cuore di Reykjavík

A giudicare dai numeri ufficiali dell’ente del turismo Islandese, gli italiani sono ormai da alcuni anni tra i gruppi più numerosi di visitatori in Islanda. La maggior parte di essi sono sicuramente visitatori occasionali, che vengono una volta e che non torneranno più. Tuttavia, diventano sempre più numerosi quelli che, invece, sono colpiti dal cosiddetto “mal di Islanda” e decidono di tornare ancora e ancora.

Ad esempio, molti tornano in occasione di eventi specifici, come festival, concerti, convegni, vertici e molto altro. Pensando in particolare a loro, che spesso si trovano ad alloggiare nella capitale annaspando per cose da fare, e credendo di esserne accorto perché così racconta la vulgata superficiale, ho creato una lista dei monumenti e delle opere d’arte pubbliche raccolti attorno al parco Hljómskálagarður, che circonda il laghetto nel centro cittadino, nonché quelle che si trovano nell’area di Kvosin, il nucleo più antico della città.

Non è una lista esaustiva, e avvicinarsi a queste opere con una guida in carne o ossa che possa raccontare la storia dietro ad esse sarebbe sicuramente meglio, ma in questa lista fornirò alcuni spunti che spero rendano l’idea di quanto sia possibile estrapolare anche soltanto da una semplice passeggiata come questa, che richiederebbe poco meno di un paio d’ore. Giusto per fare un esempio, innumerevoli libri e studi sono stati pubblicati in merito ad almeno un paio dei personaggi raffigurati, e numeroso altro materiale storico culturale è reperibile rispetto a ciascuno di questi monumenti. 

Una passeggiata attorno al laghetto centrale di Reykjavík non è solo un’immersione nella natura urbana e nella storia cittadina, ma un vero museo a cielo aperto. Le sculture e i monumenti presenti raccontano personalità, eventi e valori della cultura islandese — dalla politica all’arte, dall’indipendenza alle relazioni internazionali. Non posso offrire una trattazione esaustiva, perché ce ne sono davvero tante nella zona centrale, dunque mi limito ad offrirne una selezione.

Ognuna di queste statue è numerata nella lista che segue, il numero corrispondente serve a rinvenirle sulla cartina che ho disegnato qui sotto:

1. Adone

Artista: Bertel Thorvaldsen (originale) – copia in bronzo installato 1974

Rappresenta la figura classica di Adone, simbolo greco di bellezza e desiderio. Il bronzo fu collocato per commemorare l’1100° anniversario della colonizzazione dell’Islanda.

2. Bertel Thorvaldsen e la speranza

Una scultura classica che ritrae lo stesso Thorvaldsen, grandissimo artista neoclassico rivale di Antonio Canova, accanto alla “Dea della Speranza”. Donata alla città, è considerata la prima opera d’arte pubblica in Islanda.

3. Ragazzo e ragazza (Piltur og stúlka)

Artista: Ásmundur Sveinsson – 1931

Un’opera familiare e intima: due giovani — ispirati ai nomi reali Kata e Stebbi — catturano un momento di innocenza giovanile. La scultura porta lo stesso nome del primo romanzo moderno composto in lingua islandese, scritto da Jón Thoroddsen.

4. Monumento alla disubbidienza civile

Artista: Santiago Sierra – 2012

Un boulder diviso in due, con un cono nero incastrato nella frattura: metafora di diritti civili, opposizione all’autorità e riflessione sul ruolo del cittadino in democrazia.

5. Il volto del sole

Artista: Ásmundur Sveinsson – 1961/1969

Scolpita in bronzo, questa grande forma astratta rappresenta il volto solare, simbolo di energia e rinascita, e si trova nel giardino del Menntaskóli di Reykjavík.

6. Ragazza

Artista: Ólöf Pálsdóttir – 1950

Una figura femminile piccola e delicata che invita lo spettatore a soffermarsi su dettagli quotidiani e sulla presenza umana nello spazio pubblico.

7. Ritorno a casa

Artista: Gunnfríður Jónsdóttir – 1947

Una poetica scultura dedicata alla memoria di Gunnar Ásgeirsson, sostenitore della comunità di Sólheimar — raffigura il ritorno, l’appartenenza e la quiete domestica.

8. Gunnar Thoroddsen

Artista: Sigurjón Ólafsson – 1962

Un busto su pilastro di uno dei primi primi sindaci di Reykjavík; testimonia l’evoluzione politica del paese nel XX secolo.

9. Arpa di Hallgrímur

Artista: Júlíus Schou – 1885

Un monumento in pietra con un’arpa scolpita in cima, riferito al celebre poeta e compositore Hallgrímur Pétursson, che dà nome alla chiesa più famosa di Reykjavík. Egli fu prete e visse nel XVII secolo. È l’autore del periodo barocco più importante in Islanda. È famoso soprattutto per aver composto gli Inni della passione, poesie sulla passione di Cristo che sono state in seguito musicate e che vengono studiate a scuola e intonate nel periodo di Quaresima. 

10. Ingibjörg H. Bjarnason

Artista: Ragnhildur Stefánsdóttir – 2015

Una figura in onore della prima donna eletta al parlamento islandese (1922): simbolo di uguaglianza di genere e diritti civili.

11. Jón Sigurðsson

Artista: Einar Jónsson – 1911

Statua dell’eroe dell’autonomia islandese, originariamente posta davanti al Governo. Una delle icone più riconoscibili della città. Viene spesso chiamato con l’appellativo “presidente”, riferimento al fatto che fu il presidente della società letteraria Islandese a Copenhagen. Fu uno dei più importanti sostenitori degli studi letterari islandesi e utilizzò appunto la tradizione letteraria del paese per cementare e rinforzare l’identità nazionale.

12. Jón Vídalín

Artista: Ríkarður Jónsson – 1920

Un busto in onore di Jón Vídalín, poeta e figura culturale di rilievo nella storia letteraria islandese. È l’autore della Húspóstilla, raccolta di prediche e commenti alle scritture per le festività dell’anno cristiano. Fu il libro più stampato e letto in Islanda per ben due secoli.

13. Jónas Hallgrímsson

Artista: Einar Jónsson – 1905

Statua del grande poeta e naturalista islandese, una specie di Giacomo Leopardi della Terra del Ghiaccio. Romantico e amatissimo dagli islandesi. Questa statua è la prima opera all’aperto di un artista islandese in Islanda.

14. Kata e Stebbi

Artista: Þórbjörg Pálsdóttir

Una rappresentazione stilizzata di due figure — maschile e femminile — espressa con linee robuste, tipiche dell’artista modernista.

15. Uomo e donna

Artista: Tove Ólafsson – 1948

Scultura in dolerite raffigurante una coppia: un lavoro che ha avuto una storia curiosa prima di essere esposto in pubblico.

16. Sirenetta

Artista: Nína Sæmundsson – 1948/2014

La celebre figura di sirena nel laghetto — restaurata nel 2014 dopo la controversa rimozione dell’originale anni ’60 — che richiama miti nordici e marine.

17. Monumento al burocrate ignoto

Artista: Magnús Tómasson – 1993

Una scultura giocosa e critica, che rappresenta un burocrate senza volto su un blocco di pietra, simbolo di anonimato e apparato statale.

18. Pallade Atena

Artista: Myron (scultore greco) – 1968

Tra l’antico edificio del liceo classico—scientifico, Menntaskólinn í Reykjavík (MR) e il moderno edificio bianco della Biblioteca Universitaria, dono degli studenti del Menntaskólinn í Reykjavík in occasione del 25º anniversario della loro associazione, nel 1968. Atena, nella tradizione classica, è sì dea della guerra, ma soprattutto dea della sapienza, della cultura e della ragione. A differenza del fratello Ares, incarnazione della violenza cieca, Atena rappresenta la guerra giusta, difensiva e razionale, e soprattutto la preferenza per la soluzione pacifica dei conflitti attraverso il dialogo e l’intelligenza.

Non è un caso che la sua figura sia stata scelta come emblema dell’Università d’Islanda: Atena incarna l’ideale di conoscenza come forza ordinatrice della società, valore che trova in questo punto della città — tra scuola, università e biblioteca — una collocazione quasi programmatica.

19. Rev. Bjarni Jónsson

Artista: Sigurjón Ólafsson – 1972

Un ritratto scultoreo di uno dei pastori più influenti di Reykjavík, riconosciuto per la sua presenza nella vita cittadina.

20. Skúli Magnússon

Artista: Guðmundur Einarsson – 1953-1954

Monumento dedicato al “Padre di Reykjavík”, primo tesoriere della città, promotore di sviluppo economico e sociale.

21. La colonizzatrice

Artista: Gunnfríður Jónsdóttir – 1955

Rende omaggio alle donne dei tempi della colonizzazione islandese, figura fondamentale ma spesso trascurata nelle cronache storiche.

22. L’incantesimo spezzato

Artista: Einar Jónsson – 1916-1927

Una delle opere più complesse di Jónsson: un cavaliere sconfigge un drago e libera una giovane donna, simbolo di lotta e rinascita.

23. L’acquario

Artista: Ásmundur Sveinsson – 1937/1967

Una figura bronzea che suscò dibattito perché celebrava il lavoro umile: oggi è parte fondamentale dell’arte pubblica di Reykjavík.

24. Tómas Guðmundsson

Artista: Halla Gunnarsdóttir – 2010

Scultura del celebre poeta urbano di Reykjavík, ritratto in atteggiamento contemplativo su una panchina.

25. Tryggvi Gunnarsson

Artista: Ríkarður Jónsson – 1915

Un busto dedicato a un personaggio poliedrico — artigiano, parlamentare e figura cara alla comunità di Reykjavik.

26. Vikingurinn

Artista: Sigurjón Ólafsson – 1952

La scultura Vikingurinn (“Il Vichingo”) di Sigurjón Ólafsson è una delle interpretazioni più sobrie e moderne dell’immaginario vichingo nella scultura islandese del Novecento. Lontano dalle rappresentazioni romantiche e muscolari ottocentesche, Ólafsson presenta un guerriero raccolto, concentrato, quasi introverso, con una postura che suggerisce vigilanza e disciplina più che aggressività.

Realizzata nel 1952, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, l’opera riflette anche il clima culturale del tempo: il vichingo non è qui simbolo di conquista, ma figura di resistenza silenziosa, autocontrollo e responsabilità. La scultura dialoga con il paesaggio del parco e con il lago Tjörnin in modo misurato, come se il personaggio fosse parte integrante dell’ambiente, radicato nella terra e nella storia.

27. Nano Wrocław di Reykjavik

Ispirato al movimento arancione

Una piccola statua di gnomo ispirata a quelli che furono usati dal movimento arancione come protesta silenziosa contro il regime comunista in Polonia.

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