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In viaggio con Un italiano in Islanda

Il Sud e i territori della Saga di Gunnar  

L’ambizione del mio progetto, Un italiano in Islanda, è stata fin dall’inizio quella di andare contro alla tendenza di vedere l’Islanda come una meta naturalistica e fotografica. Questo è un Paese diverso dagli altri: la sua storia e la sua cultura non si presentano in modo ovvio al visitatore attraverso la presenza di monumenti artistici e architettonici, e comprenderlo a fondo richiede un’atteggiamento diverso e una sensibilità particolare.

Le tracce del passato islandese non sono altrettanto ovvie di quanto lo possono essere altrove, ma questo è un Paese con una storia densissima di eventi e una cultura estremamente ricca e sofisticata. È molto facile lasciarsi sfuggire tutto ciò, e pensare di trovarsi in un Paese dove l’unica attività, nei secoli passati, dovesse essere la lotta per la sopravvivenza; e invece, fin dalla sua mitica colonizzazione, l’Islanda è stata pienamente inserita nelle dinamiche culturali del nostro continente e, nonostante il suo isolamento, ha prodotto una delle letterature più ricche e innovative del mondo. Non solo: mentre, da un lato, gli islandesi si recavano spesso in pellegrinaggio fino a Roma, Bari e oltre, la loro isola veniva anche regolarmente visitata da mercanti dal continente, inclusi alcuni italiani, e fu addirittura attaccata da pirati musulmani! In tempi recenti è stata un’importante base alleata, nonché il luogo designato per la conclusione della guerra fredda.

Oltre alla storia e alla letteratura, però, esiste anche un ricchissimo patrimonio di leggende, racconti popolari, credenze, superstizioni, tradizioni e costumi che aggiungono un velo ulteriore di fascino all’esperienza. Venire in Islanda ignorando tutto questo sarebbe come andare a Venezia per vedere la laguna, ignorando la città! Tuttavia, se non notare Venezia risulta piuttosto difficile al visitatore che si avvicina alla laguna, è facile cedere alla tentazione di lasciarsi catturare dalla maestosità del panorama islandese e dimenticarsi che quel panorama è lo sfondo di una cultura millenaria dalle caratteristiche stupefacenti e irripetibili.


È con queste premesse che, ormai da anni, vi racconto l’Islanda più autentica, con un accento preponderante sulla sua storia e cultura, e finalmente è arrivato il momento di poter fare tutto questo non da dietro allo schermo di un computer, ma in persona! Grazie alla collaborazione con un tour operator islandese, ho potuto organizzare un viaggio tematico su misura e nello spirito che anima il mio lavoro di divulgazione: senza essere costretto a correre superficialmente attraverso itinerari concepiti per il turismo mordi e fuggi, ci fermeremo per scavare in profondità, così da conoscere la storia e la cultura locale, le tradizioni e le leggende, senza trascurare alcune delle mete più famose e canoniche. Vedendola con occhi consapevoli, l’Islanda non sarà soltanto un’esperienza visiva, ma anche spirituale e culturale. È facile lasciarsi sfuggire l’essenza di questo Paese, rapiti dalla bellezza naturalistica, e qui risiede l’importanza di avere una guida esperta che sappia scendere nei particolari non immediatamente ovvi di quello che si sta guardando, perché troppo spesso si guarda senza vedere realmente.

Nel contesto della pandemia e del crollo del turismo, le autorità islandesi hanno avuto un’occasione per riflettere sul futuro del settore turistico in questo Paese. Hanno convenuto che il modello precedente, basato su grandi numeri e visite fulminee era ormai diventato insostenibile e aveva portato, in certi casi, a gravi danni ambientali, oltre che a uno svilimento dell’esperienza islandese per i visitatori. Hanno così deciso di investire nelle infrastrutture, in modo da distribuire meglio i turisti sul territorio, anziché costringerli ad ammassarsi nei soliti punti, e di promuovere una fruizione meno superficiale e più profonda dell’isola, in particolare incoraggiando a visitare più a fondo una zona specifica con itinerari tematici, anziché sfrecciare lungo il perimetro dell’isola, come spesso veniva fatto in passato. Un turismo “slow” quindi, con un occhio alla sostenibilità e alla qualità, nella quale si inserisce anche la consapevolezza del visitatore, il quale è stato troppo spesso dimentico di trovarsi al cospetto di una nazione con una storia importante e meritevole di rispetto. Avendo a mente tutto ciò, i tempi sono finalmente maturi per potervi offrire un viaggio in Islanda conforme a questi importanti valori.


Il viaggio

7 notti/8 giorni

1990€

Hotel 3/4 ⭐️

Da studioso specializzato nel medioevo islandese, trovo che uno dei modi più appaganti di conoscere l’Islanda sia attraverso la sua storia culturale, e per questo ho pensato ad un viaggio che valorizzi questo aspetto. L’itinerario si svolgerà lungo un periodo di 8 giorni e 7 notti, tra l’11 e il 18 settembre, e si concentrerà sul sud, in particolare sui territori teatro della Saga di Gunnar, quasi completamente sconosciuti al turismo di massa. Ognuno riceverà una copia della mia traduzione italiana della saga, un comodo volume tascabile che si rivelerà un prezioso compagno di viaggio, e che offrirà un valore aggiunto all’esperienza. Impareremo a conoscere questo epico racconto medievale, il cui valore letterario sta venendo riscoperto solo ora, e potremo calpestare lo stesso suolo su cui sono vissuti i suoi personaggi. Non solo: ripercorreremo insieme alcuni dei capitoli più affascinanti della storia di questi luoghi e dell’Islanda nel suo complesso, avvicinandoci alla sua natura maestosa con l’atteggiamento giusto per poter trarre il massimo da questa esperienza. Visiteremo anche alcune mete classiche dislocate sul nostro percorso: esploreremo i dintorni della capitale, meraviglie naturali e storiche come cascate e geyser, e ci spingeremo fino alle lagune glaciali, con numerose sorprese lungo il tragitto.

Inclusi nel prezzo

Traghetto per Viðey

Escursione in anfibio

Escursione in trattore

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Maggiori dettagli riguardo al viaggio sono anche disponibili sul sito dell’agenzia:

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