È vero che gli islandesi hanno una app per controllare se sono parenti?

La leggenda vuole che gli islandesi sarebbero tutti imparentati, e che esisterebbe una app per controllare di non essere cugini della persona incontrata in discoteca e con la quale si vorrebbe passare la notte.

La realtà è che gli islandesi non sono tanto più imparentati di italiani che hanno famiglie radicate su un determinato territorio da generazioni. Quando vado a trovare mia nonna in campagna, per ogni persona che incontra salta fuori che “è nostra parente”, e mi scodella la genealogia che ci collega. Gli islandesi, fino a un paio di generazioni fa, erano abilissimi in questo, e pubblicavano numerosissimi volumi con le genealogie.

La compagnia privata deCode genetics ha sviluppato un sito che raccoglie tutte le informazioni possibili di carattere genealogico, e ha creato un database digitale dove è possibile reperire informazioni sulla propria genealogia.

Nella home page si trova una casella dove basta inserire il nome di un qualsiasi islandese passato e presente, perché venga generato l’albero genealogico che connette l’utente ad esso.

Sotto si trovano Mínar upplýsingar “informazioni su di me” si hanno dettagli di base su nascita, genitori, figli etc. È possibile aggiungere foto e altre informazioni. Le informazioni sono accessibile soltanto dai parenti stretti. Per le persone ancora in vita, le uniche info pubbliche sono la data e il luogo di nascita. Non è possibile cercare un islandese a caso e vedere chi sono i suoi parenti per farsi gli affari loro. Puoi solo vedere la tua parentela con esso.

Framættin mín è “la mia genealogia”, e da qui si può accedere al proprio albero completo a salire a ritroso cliccando di volta in volta sui nomi dei propri antenati. Va detto che, in moltissimi casi, andando a ritroso in modo diretto (ovvero seguendo padre, nonno, bisnonno, trisnonno etc., si arriva spesso a “punti morti” ovvero non si sa chi fosse il padre di quell’antenato in particolare, e le parentele più indietro nel tempo sono tracciabili attraverso il ginepraio di nonni e bisnonni, che aumentano in modo esponenziale per le prime generazioni (poi il numero cala per via del collasso del pedigree, per cui diverse persone si riconducono agli stessi antenati e il numero di questi non aumenta più vertiginosamente: per esempio, diversi dei nostri bisnonni possono avere trisnonni in comune.

Tölfræði um ættina mína significa “Statistiche sulla mia famigli”. Qui si trovano statistiche come l’età di morte media della propria famiglia, i nomi più frequenti, i luoghi di nascita più comuni e molto altro.

La cosa bella è che si possono cercare anche personaggi storici (inclusi i personaggi delle saghe). se cerchiamo il poeta e notabile medievale Snorri Sturluson, verremo innanzitutto presentati con una lista di individui che hanno portato quel nome, e la lista sarà ordinata in ordine cronologico:

Cliccando sul nome di quello che ci interessa, avremo una pagina con informazioni biografiche, e relative fonti.

Cliccando su Rekja saman, viene generato l’albero genealogico (ho usato l’account della mia compagna, per cui ho nascosto i dati delle ultime generazioni per privacy).

Dunque ci sono 23 generazioni tra la mia islandese e il poeta medievale autore dell’Edda in prosa! Ma proviamo con un altro personaggio: Geirmundur Pellescura, uno dei più affascinanti colonizzatori dell’Islanda, la cui esistenza è sospesa tra storia e leggenda, e che troviamo nel libro Il vichingo nero, di Bergsveinn Birgisson.

Qui le generazioni sono trenta, e anche qui c’è una discendenza diretta. A volte la parentela non è diretta, ma sussiste un antenato in comune, come nel caso di Gísli Súrsson, protagonista della Gísla saga, che è cugino della mia compagna, la quale discende dalla sorella di lui.

Ho provato a controllare la parentela tra la mia compagna e quasi tutti gli islandesi che conosco. Non capita quasi mai di trovare un antenato in comune prima del 1700, il che significa che prima di questa data, quasi tutti gli islandesi che hanno avuto discendenti sono antenati di quasi tutti gli islandesi di oggi. Probabilmente tutti noi italiani siamo discendenti di tutti gli antichi romani (e probabilmente anche dei sovrani medievali) che hanno ancora una discendenza viva.

Al massimo sarà capitato che per curiosità qualche islandese abbia controllato la sua parentela con un amico o un conoscente, ma è falso dire che si mettano a controllare la parentela prima di sceglierei il partner. Ed è ancora più assurdo per il fatto che le famiglie islandesi sono molto allargate e gli islandesi sanno benissimo chi sono i loro lontani cugini.

Non c’è alcuna app e nessun bisogno di controllare parentele, ma esiste un database genealogico eccezionale ed interessantissimo!

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