Mi vengono spesso richiesti consigli sugli acquisti da fare qui in Islanda. Nel recarsi all’estero per le vacanze, è consuetudine tornare indietro con prodotti tipici, magari da degustare per ricordarsi del periodo trascorso in terra straniera. Le bevande alcoliche sono una scelta molto popolare ma, in Islanda, la scelta è tradizionalmente stata piuttosto limitata.

È inoltre interessante notare come, fino a pochi anni fa, la produzione di bevande alcoliche islandesi era alquanto stagnante e indirizzata soprattutto ai turisti, mentre gli islandesi stessi sono avvezzi a consumare bevande d’importazione. Tuttavia, di recente è nato un trend di direzione opposta, e stanno emergendo proposte interessanti non soltanto per il mercato islandese, ma addirittura per quello internazionale.

Ho incontrato Agnar, che gestisce una nuova piccola ditta la quale produce un gin speciale con ingredienti islandesi. È il risultato di due anni di studio. Mi ha spiegato che il suo obiettivo era preparare un drink in Islanda che sia comparabile in qualità e prezzo con i migliori gin del mondo, e il suo progetto sta avendo successo.

La cosa che mi ha colpito, di questo prodotto (ed è poi il motivo per cui ho voluto approfondire la storia dietro ad ad esso) è il design dell’etichetta: lungi dall’essere una banale fotografia paesaggistica, consiste in una fitta rete di simboli che rappresentano storia, cultura e natura islandesi con un design rétro davvero accattivante, il tutto condito con un’espressione locale: Við skulum sletta úr klaufunum: qualcosa come “sprizzeremo fango dagli zoccoli”, in riferimento alle mucche che zompettano nel fango dalla gioia, con il senso di “andiamo a divertirci/lasciamoci andare”.

Niente finte rune anacronistiche, vichinghi irrealistici da videogame, o solite pacchianate simili che vengono troppo spesso usate per fare marketing becero. Parlando con Agnar, scopro di come ha voluto offrire un tributo alla cultura islandese più genuina, presentando un prodotto che racconta di un Paese che non è solo un’insieme di iconici scorsi naturali, ma anche un popolo con una storia ricca e affascinante. Potete ben capire come un discorso di questo tipo mi abbia immediatamente colpito sul vivo, visto che quello che cerco di fare con il mio lavoro di divulgazione è appunto far capire ai miei connazionali che l’Islanda non è solo cascate e aurore boreali.

La formula è assai interessante, ed è stata creata a partire da erbe e muschi islandesi, ed è un gin molto equilibrato, e concepito per essere apprezzato “così com’è”, con un cubetto di ghiaccio, ma può essere goduto anche nel classico gin & tonic. È stato concepito per piacere ad un range più ampio di persone.

Sta diventando popolare tra gli Islandesi, ma anche sul mercato estero: Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Spagna. Dopo la nostra chiacchierata sul suo progetto e la sua missione, Agnar mi ha condotto sul lungomare di Reykjavík, appena fuori dal loro laboratorio, e mi ha fatto dono di una bottiglia, che ho apprezzato davvero molto. Ho chiesto ad Agnar se si può sperare di vederlo in Italia – conosco molti patiti di gin! – e mi ha detto che non è da escludere! Lo trovo un’ottima soluzione per chi cerca un ricordo dell’Islanda da portarsi a casa.