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L’autentica esperienza di un bagno termale in Islanda

L’esperienza di bagnarsi in una pozza termale è universalmente considerata qualcosa di imprescindibile quando si visita l’Islanda. Ho perso il conto di quante volte mi è stato chiesto dove poter trovare piscine o vasche geotermali!

La discussione tende però spesso a virare sulla questione “Laguna Blu” (termine che odio perché non si tratta di una laguna, e non è nemmeno blu, semmai è azzurra!), o in particolare su quanto valga la pena spendere intorno agli 80€ per fare questa esperienza.

Le discussioni in merito non si contano più. Internet e i social media ne sono pieni, e sì dividono tra sostenitori e detrattori. La discussione, tuttavia, è spesso viziata dal fatto che le persone non sono animate da un desiderio di sondare il valore oggettivo di questa esperienza, ma stanno invece cercando ragioni per giustificare il loro averla fatta o non fatta. In altre parole, chi l’ha provata tende a dire che ne vale la pena, mentre chi l’ha evitata come la peste fidandosi dei commenti negativi che circolano in merito tende a criticarla.

Potete invece considerare la mia opinione come assolutamente non condizionata da alcun fine apologetico rispetto alle mie scelte personali, perché io alla Laguna Blu ci sono stato due volte nell’ultimo anno, e mi sento di dire, in tutta coscienza e animato da profonda onestà intellettuale, che NON si tratta di un’esperienza che vale i soldi che costa.

Era iniziata decenni fa come qualcosa di più autentico e piacevole, ma sì è trasformata in una sorta di Gardaland dove la gente entra a batterie, come i polli, e viene pompata attraverso un processo a catena di montaggio e condotta in una sorta di resort artificiale dove la calca è soffocante, e dove non si può dire che esista nulla di autentico, visto che si tratta di una fossa spianata dalle ruspe e riempita con acqua pompata dalla centrale geotermica attigua.

C’è un problema che ruota intorno alla definizione di “autentico”, e vorrei risolverò dando la mia definizione del termine per non dare spazio a equivoci: per me autentico è qualcosa che è nato spontaneamente ed è diventato tradizione di un popolo. È qualcosa che non viene commercializzato in modo pacchiano e offerto come pacchetto standard, extra-comfort, o livello Platino. Il bagno alla Laguna Blu non si può dire essere un’esperienza autentica perché né il luogo né la sua fruizione hanno un’origine radicata nella storia di questa società. Si tratta del risultato di un progetto imprenditoriale miliardario, facendo uso del quale ho la sensazione di stare provando un prodotto artificiale, creato in serie e senza nulla di speciale perché uguale a milioni di altri prodotti identici. E non parlo di milioni di altre “Lagune Blu”, che molti difendono in quanto “unica nel suo genere”, ma dei milioni di persone che hanno comprato un’esperienza confezionata identica a quella che sto vivendo io.

Vi starete dunque chiedendo, quale può essere un’alternativa “autentica”, nel senso che non è confezionata, non è viziata da una commercializzazione che la svilisce, e che ha il valore aggiunto di avere una storia radicata?

L’alternativa sono le numerose pozze naturali. Fin dalle origini, ovvero dai tempi della colonizzazione dell’Islanda, la popolazione ha fatto ampio uso di questa risorsa naturale così abbondante nel Paese. Notizie sull’uso delle sorgenti calde (laugar in islandese, pronunciato “löigar”) non si contano nelle fonti storiche. È sempre stato un costume islandese quello di rilassarsi in una pozza o vasca di acqua calda naturale. Cercando in rete troverete numerosissimi esempi, facili e difficili da raggiungere, dove potrete godervi da soli la bellezza della natura islandese, in un contesto più genuino e meno artificiale, e possibilmente senza la scocciatura degli aspiranti influencer che vi ronzano intorno con la maschera di fango, il telefono in una mano, e il flûte di plastica con lo champagne a buon mercato nell’altra.

In questo spirito, vi mostro cosa potreste fare se siete in Islanda e volete investire pochi euro in benzina piuttosto che quasi un centinaio per la Laguna blu:

Potreste raggiungere una zona (ce ne sono a bizzeffe in tutta l’Islanda) dove scorre un torrente caldo che sgorga naturalmente dalle viscere della terra. A volte li riconoscerete dal fumo che si alza dai fianchi dei Monti.

C’è una buona probabilità che qualcuno si sia premurato di incanalare l’acqua in qualche pozza.

Lì dove siete, anche in mezzo alla neve, potete spogliarvi e mettere il costume, provando l’ebbrezza di essere semi-nudi nella natura islandese, magari in inverno, circondati dal ghiaccio!

Poi potete tuffarvi

trovare un angolo della pozza dove la temperatura vi si addice…

E restare in contemplazione della natura circostante, immergendovi nella quiete e negli anditi più reconditi del vostro animo, accompagnati dal mormorio dell’acqua.

Questa è – a mio modesto avviso – l’esperienza islandese più autentica che uno possa fare quando si tratta di bagni geotermali.

[P.S. Mi chiederete in molti dove si trova questa pozza in particolare. È raggiungibile da Reykjavík ed è segnata su Google Maps, quindi la sua esistenza non è un segreto, preferisco però non divulgarne troppo la posizione, per lasciarvi il brivido di scoprirla da soli, e perché so che diverse guide improvvisate o meno “rubano” informazioni da questo blog per poi “riciclarle” come loro expertise di profondi conoscitori dell’Islanda. Se questa gente iniziasse a portare batterie di turisti una dietro all’altra…addio pace! Ci sono già abbastanza pozze naturali raggiungibili da chiunque e comodamente indicate su liste accessibili online con tutte le informazioni su come raggiungerle.]

Le pozze calde sono sparse un po’ ovunque sul territorio. Alcune sono scavate nel terreno e sono più spartane, altre presentano comode vasche costruite con strutture per cambiarsi.

C’è ne sono di piccole e semi-segrete, come questa, che è una delle più belle e meno conosciute, e che si annovera tra quegli angoli dei quali è consuetudine non rivelare la posizioni per salvarli al turismo di massa:

Oppure di più grandi e famose come la “Secret Lagoon”, che non mi sento di consigliare perché ormai la sua esperienza è troppo artificializzata, oppure Hveravellir, nel cuore degli altipiani interni:

Drangsnes, nei fiordi occidentali, con tre comode vasche proprio in riva al mare:

Heydalur, un campeggio nei fiordi occidentali, ha una piccola pozza che è quanto dj più naturale e autentico si possa desiderare:

Reykjadalur può essere affollata come la riviera romagnola, ma rimane un’autentica riviera romagnola islandese!

Seljavallalaug la consiglio soltanto per le fotografie: l’acqua viene cambiata solo una volta all’anno… 🤢

Queste sono pozze all’aperto, ma ricordate che anche le piscine pubbliche islandesi offrono pozze calde dove potersi sedere e rilassare, godendosi l’atmosfera. Per gli islandesi la piscina è come il nostro bar, per certi versi, per cui una piscina pubblica in un qualsiasi centro abitato offrirà comunque un’esperienza autentica di atmosfera islandese.

Sono laureato in lingue scandinave e ho una laurea magistrale in studi medievali islandesi ottenuta all’Università d’Islanda. Ora sto facendo un dottorato alla stessa università (con una ricerca sui manoscritti del tardo medioevo islandese) dove insegno o ho insegnato varie cose, come antico islandese, manoscritti islandesi o lingua e letteratura italiana. Ho lavorato anche come traduttore e ogni tanto faccio la guida per Italiani qui in Islanda. In Diana trovate una mia traduzione dei testi medievali sulla scoperta dell’America da parte dei popoli nordici dal titolo “Saghe della Vinlandia”, mentre in Iperborea ho pubblicato una traduzione di un racconto medievale islandese dal titolo “Saga di Gunnar”.

5 commenti su “L’autentica esperienza di un bagno termale in Islanda

  1. nicoletta pagliarani

    Grazie!

  2. Alejandra

    Ciao! Mi piace un sacco tutto quello che scrivi! Io sono innamorata dell’Islanda e quindi ti leggo volentieri!! Al mio ritorno in questo meraviglioso paese seguirò il tuo consiglio e cercherò anch’io una laugar naturale!
    Un saluto
    Alejandra

  3. Antonio Guerra

    Trovare un lauger naturale è una delle cose più complicate che ho fatto in Islanda. Ma è giusto che sia così! Quando però ne ho trovato uno con le caratteristiche che hai descritto, allora si comprende il senso della parola “magia”. L’esperienza, da sola, varrebbe il viaggio.
    Grazie per le tue cronache.

    Antonio

  4. Un sogno sognato da tempo in un Paese per me stupendo da sempre . Devo venie in Islanda! Anche il mio coniuge è contento . Grazie per il racconto le foto e le emozioni che fai provare

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