Ho già parlato di alcune meraviglie meno frequentate raggiungibili facilmente dalla capitale. In particolare, la penisola di Reykjanes è fittamente punteggiata di tappe che tolgono il fiato. Questo territorio tagliato nel cuore dalla dorsale medio-atlantica non è soltanto una Mecca per i geologi, ma una destinazione eccellente per i turisti, che spesso lo snobbano ansiosi di vedere altre cose che per un motivo o per l’altro hanno ricevuto più pubblicità.

Oggi è stata una giornata di sole stupendo dopo un gennaio davvero difficile e all’insegna del maltempo. Ho deciso quindi di approfittarne per uscire dalla città insieme a due colleghi. Naturalmente abbiamo scelto Reykjanes, facile da raggiungere dalla capitale, seguendo la strada per l’aeroporto, e molto pacifica. C’era ghiaccio sulle strade in alcuni punti, ma me la sono cavata benissimo con la mia cara Nissan Micra con semplici gomme invernali non chiodate, anche se in alcuni tratti ho guidato ben sotto il limite per prudenza.

Sulla penisola di Reykjanes, tra le tante altre cose, potete trovare:

Il ponte tra continenti

Un ponte costruito su una delle faglie visibili in superficie che compongono il sistema del genere rift, ovvero il punto di separazione delle placche continentali Nordamericana ed Eurasiatica.

Le solfatare e fumarole di Gunnuhver

Prendono il loro nome dal fantasma di una donna, e sono fenomeni naturali che tolgono il fiato: acqua ribollente, vapori e gas naturali che sgorgano dalle viscere della terra. Tappatevi il naso…c’è puzza di uova!

Scogliera di Valahnúkar

La bellezza di questa scogliera non è riproducibile con le parole. I faraglioni, grandi e piccoli, spuntano dai flutti che cambiano colore con le stagioni. Sul faraglione al largo della costa, l’isola di Eldey, nata da in eruzione sottomarina, sono stati uccidi gli ultimi due esemplari noti di alca impenne, l’ultima specie del genere Pinguinus sopravvissuta fino all’età moderna. Si trattava di una sorta di pinguino che viveva nell’Atlantico settentrionale e misurava fino ad 85cm di altezza. Era una fonte di cibo e piume ed è stata cacciata fino all’estinzione.

Gríndavík

Un paesino tipico di pescatori con una storia millenaria, fondato nel 934 secondo le cronache medievali, sta recentemente diventando un centro fiorente, e si trova a pochi minuti di macchina dalla famosa Laguna Blu. È un ottima metà per mangiare il pesce.

Vulcano Þorbjörn

Questo è il monte dove nel gennaio 2020 si sono registrati significativi innalzamenti del terreno. Il monte si trova su una delle numerose faglie del sistema vulcanico che attraversa la penisola. Può essere visto sullo sfondo dalla Laguna Blu.

Il lago Kleifarvatn

Formatosi dal riempimento di una faglia geologica, è tra i più profondi laghi in Islanda. La leggenda vuole che nelle profondità si annidi un mostro…

Krýsuvík

È il sito di una fattoria che ha preso il nome da un’altra che era stata inghiottita da una colata lavica, la quale si trovava più a sud, sulla costa. Anche qui si possono ammirare soffioni e solfatare, compreso il bellissimo fango blu ribollente.

Garður

Sulla punta Nord di Reykjanes, fuori dal villaggio di Garður, si trova un faro accanto al quale potete trovare un ristorante molto accogliente, con una vista incredibile sulla baia, oltre la quale si scorge la capitale sullo sfondo dei monti dell’Islanda sud-occidentale.